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ALF, Sea Shepherd e …altri terroristi?!!???

Ho deciso di postare diversi spezzoni di un articolo che ho scoperto grazie a Marcelloe che ritengo sia molto proficuo leggere…l’articolo è tratto da Liberazione del 29 luglio di quest’anno e sostanzialmente non fa altro che spiegare le ragioni dell’esistenza e della grande quantità di persone che seguono un gruppo come l’ALF.  Quitrovate l’intero articolo redatto su un’intervista realizzata da Leonora Pigliucci a Steve Best che ha fatto propria la battaglia di Sea Shepherd e che è uno scrittore e professore di filosofia dell’Università del Texas oltre che teorico del biocentrismo ed esplicito sostenitore dell’azione diretta come strumento di lotta animalista. A settembre sarà in Italia, in occasione dell’imminente pubblicazione del suo primo saggio tradotto in italiano “Terroristi o combattenti per la libertà?” – Riflessioni sulla liberazione degli animali.
Ciò che ne viene fuori è sostanzilmente:
“…agire in prima persona, a proprio rischio, e in modo eclatante, per salvare degli animali minacciati e a rischio di estinzione significa mettere in pratica una condanna radicale alla concezione che la legge della società umana valga più della legge della natura. Significa essere umani che contraddicono la hybris della nostra specie che non si sente parte del tutto vivente della nostra terra, ma crede di esserne padrona…”
“…Guardando alla storia delle conquiste sociali dell’epoca contemporanea, è palese come la disobbedienza civile, la distruzione della proprietà privata e talvolta la violenza siano stati gli ingredienti essenziali in tutte le battaglie. Penso negli Stati Uniti alla rivoluzione americana, alla lotta per l’abolizione della schiavitù, alle battaglie delle suffragette, alla resistenza contro la guerra in Vietnam. Ogni rivoluzione si basa sull’azione diretta…”
“… Io vedo l’Alf come la forma più nuova di combattenti per la libertà, che agiscono in una continuazione ideale con i grandi movimenti per la libertà dei due secoli passati. Partendo dall’idea del valore assoluto della vita, non paragonabile a quello della proprietà, coloro che rischiano la propria sicurezza per mettere in salvo degli animali sono tutto l’opposto di come negli Stati Uniti li presenta l’Fbi, cioé la più pericolosa minaccia terroristica interna. Invece l’Animal e l’Earth Liberation Front (che compie azioni di liberazione ambientaliste, ndr) agiscono secondo principi di non violenza, restituiscono semplicemente la libertà a coloro cui è stata tolta. Quelli che vengono denunciati come atti di vandalismo, come la distruzione delle macchine con cui si torturano gli animali, sono una forma alta di sabotaggio etico. Ed è proprio per l’immagine romantica dei liberatori che l’Alf ha tantissimi sostenitori ideali in occidente: è il motivo per cui i governi cercano di demonizzarlo, arrivando addirittura a vere e proprie forme di censura…”
“…è inutile parlare di pace, giustizia e non violenza mentre si ignora l’olocausto quotidiano degli animali. Liberazione animale e umana dovrebbero cominciare a vedersi l’una nella luce dell’altra, elaborare strategie comuni. La povertà del sud del mondo, la distruzione degli ecosistemi e lo sfruttamento degli animali, del resto, derivano dalla stessa visione capitalista, dalla liceità dello sfruttamento degli esseri viventi per ragioni economiche, da uno stesso modello gerarchico tra umani e tra le specie. La via di uscita è lavorare per costruire un modello di vita armonioso, radicalmente nuovo, che liberi gli umani, gli animali e la terra…”

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