Ambientalisti?Animalisti?

Greenpeace invita a mangiare carne di canguro

Apprendiamo con gran dispiacere dai giornali australiani che Greenpeace invita a consumare carne di canguro per limitare l’effetto serra…
Greenpeace, in tutte le nazioni e a tutti i livelli, ha sempre cercato di evitare di parlare del legame tra lo smodato consumo di alimenti animali e il conseguente, devastante, impatto ambientale.
Ora che evidentemente non può più tener gli occhi chiusi su questo, ammette il legame, in un dossier intitolato “Paths to a Low-Carbon Future”, ma anziché dare l’unico consiglio sensato e realistico, cioè “diminuite il più possibile il consumo di alimenti animali”, suggerisce semplicemente di cambiare la specie animale di cui ci si ingozza. E, visto che il lavoro è stato svolto e pubblicato in Australia, suggerisce la carne di canguro come ottima alternativa!
Secondo il responsabile di Greenpeace per le campagne sul consumo di energia, Mark Wakeham, gli autraliani dovrebbero al più presto sostituire parte della carne rossa che consumano con carne di canguro, per ridurre la deforestazione e l’emissione di metano dovuta alle faltulenze di bovini e ovini.
Secondo l’autore del dosser commissionato da Greenpeace, il dott. Mark Diesendorf, la carne di canguro è molto “salutare e a basso contenuto di grassi”. Attualmente, ogni anno in Australia vengono uccisi circa tre milioni di canguri, le cui carni – 30 milioni di kg – vengono consumate sia in Australia (per circa un terzo) sia in altre nazioni in cui vengono esportate, come Germania, Francia, Belgio.
I canguri vengono uccisi con fucili ad alta potenza, colpendoli in mezzo agli occhi, di notte.

Secondo le normative australiane, dal 10 al 12 per cento dei canguri che popolano la nazione possono essere uccisi (per produrre carne e pellame), e nello stato di Victoria e’ proibito ucciderli, ma Greenpeace, secondo quanto riportato dall’Herald Sun, rinnova l’invito ad abolire questa limitazione.
Questi i fatti riportati dai giornali.

Alcune considerazioni, a cura della redazione di AgireOra Network, sono a questo punto d’obbligo.

La miopia sull’aspetto ecologista

Suggerire – come fanno in molti, non certo solo Greenpeace – di cambiare specie animale anziché ridurre i consumi punto e basta è una visione decisamente miope.
Miope perché tiene conto solo di uno o di pochi aspetti del problema – in questo caso le emissioni di gas serra – mentre ne esistono molti altri, e perché guardano sempre a breve scadenza, mentre bisogna guardare più lontano.
Il problema della trasformazione di alimenti vegetali direttamente consumabili da parte dell’uomo (cereali, legumi) in alimenti animali (carne, pesce, latte, uova) causa un gran numero di impatti negativi sull’ambiente, in quanto si tratta di un processo produttivo totalmente inefficiente – per produrre un kg di carne si devono impiegare da 4 ai 33 kg di vegetali, a seconda della specie animale usata.
L’impatto si ha sullo spreco di cibo vegetale (coltivato appositamente e dato agli animali anziché agli umani), di terre (usate per allevare gli animali a pascolo, o per coltivare mangimi per animali), di acqua, di energia; si ha sull’uso di pesticidi, erbicidi, antibiotici e altri farmaci negli allevamenti, e sullo smaltimento dell’enorme quantità di deiezioni prodotte dagli animali. E sulla produzione di gas serra, certo, ma questo è solo uno degli aspetti, tutti gli altri aspetti negativi esistono qualunque sia la specie animale allevata.
Certo, il canguro non è allevato, è un animale che vive allo stato selvatico. Ma se non si fa passare alle persone il messaggio che l’attuale consumo di alimenti animali è insostenibile – e lo è, nessuno dotato di razioncinio e onestà intellettuale può dubitarne, dopo i numerosi articoli, dossier, report della FAO e di varie università sull’argomento – e gli si dà la comoda scappatoia di “usare” un’altra specie al posto di quella “abituale”, non si risolverà mai il problema. Una volta che i canguri saranno stati sterminati tutti, cosa si farà, si suggerirà agli australiani di mangiarsi tra loro? Suvvia, un po’ di serietà…

La miopia sull’aspetto etico

Ma la miopia che a una persona che rispetta gli animali risulta ancora più agghiacciante è quella sul piano etico.
Sul piano etico, consigliare di ammazzare animali diversi da quelli “abituali” anziché ammarne di meno, e addirittura affermare che il governo dovrebbe eliminare le restrizioni sul massimo numero di canguri che si possono ammazzare ogni anno… è orrendo.
In Australia ci sono i canguri, ma qui che non abbiamo i canguri, cosa consiglierebbero, allora, di mangiarci cani e gatti, visto che ci sono un sacco di randagi che non si sa dove mettere e come accudire? Certo, in Australia mangiare canguri è normale, ma anche mangiare cani lo è, in diversi paesi asiatici. E rimane comunque un orrore, come lo è mangiare i maiali, i polli, le mucche, i conigli e ogni altro essere senziente.
Greenpeace cosa vuole fare, essere quella che salva le balene e fa ammazzare i canguri?

Ma in realtà non salva nemmeno le balene, va solo a filmare la loro morte per impietosire i suoi sostenitori, e poi diffonde pure filmati “pubblicitari” in cui i suoi attivisti mangiano carne di balena per far vedere che loro non sono contro le “tradizioni del popolo giapponese“….

Greenpeace, ci deludi sempre di più…

Fonti: Herald Sun, Greenpeace urges kangaroo consumption to fight global warming, 10 ottobre 2007 Greenpeace, Paths to a Low-Carbon Future, Settembre 2007

tratto da 
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2 Responses to Ambientalisti?Animalisti?

  1. Sono perfettamente d’accordo con te, io mi sono accorta della “miopia” di greenpeace (secondo me voluta, a questo punto, per avere molti più sostenitori) quando l’anno scorso avevo chiesto loro di poter diventare socia e mettere il loro logo sul mio sito verde.
    Sai loro cosa mi hanno risposto? Si va benissimo la vostra attività ci piace (magliette eco-vegan)… già che ci siete mettete il nostro nuovo banner sulla campagna “NO AL PARMIGIANO OGM”…
    Io sono inorridita e gli risposto come tu puoi bene immaginare, tra l’altro quel cartone animato della mucca felice sul prato con la farfalla sul nasooooooooo!!!!!!
    Mi ero troppo arrabbiata, gli ho detto che io abito a reggio emilia, proprio dove fanno il parmigiano e le mucche non stanno così. NESSUNA MUCCA CHE FA LATTE PER IL PARMIGIANO è LIBERA. NESSUNA. LE VEDO TUTTI I GIORNI CON I MIEI OCCHI!
    Loro hanno tagliato corto e mi hanno salutata.
    Greenpeace non è l’associazione che abbiamo sempre pensato fosse. peccato!

  2. …a chi lo dici…pensa solo che io ed il mio ragazzo siamo “cresciuti” con l’idea che chissà un giorno una volta laureati in biologia saremmo magari riusciti ad entrare in greenpeace facendone magari una professione…ma sai in questi ultimi tempi ci hanno deluso molto…cioè non è che io non capisca che comunque loro si battono per molte cose che anche io condivido ma è che sembra che ambiente ed animali siano in due compartimenti stagni e che se uno difende uno non può interessarsi anche all’altro…ma in che mondo siamo!!!!Io mi sento di definirmi eciologista (coi limiti fisici che putroppo siamo obbligati dal sistema ad avere), animalista e vegana ma non è che siccome amo gli animali con tutto il mio essere picchio i bambini o inquino i fiumi…per intenderci amo la vita in ogni sistema vivente sulla terra…sia esso animale o vegetale…mentre mi da tanto l’impressione che in molte associazioni -e non solo nel caso greenpeace ci sia molto settorialismo e anche molta competizione-…se capisci che intendo…
    …a me non piace specializzarmi…sono dell’idea che se uno deve lottare la cosa importante è che lotti per una buona causa e che ci creda!!! :)…mi spiace per come è andata ma l’importante è aprire gli occhi ed utilizzare sempre il cervello indipendentememte di cosa si tratti e di chi…no?…:)

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