campagna “Stevia libera”


La Stevia è conosciuta da molti popoli, oltre che per il suo potere dolcificante, anche per le proprietà medicinali ed è usata dai popoli indigeni del sud America per le sue doti curative. Viene usata come dolcificante, in quanto sarebbe molto più dolce del comune saccarosio. I principi attivi sono lo stevioside, e il rebaudioside A. Il suo uso nei prodotti alimentari è vietato in Europa[1] e USA [2] in quanto alcuni suoi componenti come lo steviolo e lo stevioside sono noti da tempo come cancerogeni. Nel documento riportato, la FDA ne ammette l’uso come integratore dietetico, ma non come ingrediente o additivo alimentare. I suoi sostenitori, alcuni dei quali arrivano a sostenere l’esistenza di un complotto delle compagnie dei dolcificanti, pur ammettendo che la stevia contiene sostanze di per sé cancerogene, ritengono che essa non sembri avere controindicazioni, diversamente dal saccarosio raffinato, che aumenta la glicemia e favorisce il diabete, e dai dolcificanti ipocalorici contenenti aspartame, ritenuti tossici da diversi studi [3][4]. In vivavio erano acquistabili piantine di stevia fino al 2000, anno in cui fu bandita dalla UE.[5] Esaminando i dati disponibili dai Paesi che ne fanno uso anche come infuso, la FAO e l’OMS hanno stabilito una dose massima giornaliera di 2 mg/kg peso corporeo di steviolo. [6] Questo limite, nello studio della FAO, ha un fattore di sicurezza 200, ossia è 200 volte inferiore alle quantità assimilate senza rischi dai soggetti di studio.(fonte wikipedia)

Le multinazionali non perdonano, quando si intaccano i loro interessi. Figuriamoci dunque se potevano tollerare che la Stevia continuasse a diffondersi liberamente, prendendo sempre più piede fra tanti appassionati, come dolcificante economico e non brevettabile…

Morale, la cara piantina è purtroppo diventata assai difficile da reperire, e se nessuno fa nulla, tra breve sarà solo un bel ricordo per chi l’ha conosciuta.
Che facciamo, rinunciamo per sempre alla Stevia?No!!!Piuttosto, organizziamoci!

Questi i metodi e gli obiettivi:

* cercare sulle Pagine Gialle alla voce “vivai”, alla ricerca di qualcuno che ancora abbia rimanenze di Stevia, acquisitarne qualcuna e iniziare subito a riprodurla per talea.

* informare i vivaisti che ancora avessero la Stevia della situazione creatasi, incoraggiandoli a riprodurla per talea o per seme.

*una volta trovato chi abbia piantine, informare subito tutti con un messaggio sul nostro forum dedicato.

*informare i vivaisti di cui sopra che la Stevia ha i suoi appassionati (tutti possibili clienti!) e che spedendola via corriere potrebbero venderne moltissime, godendo del tam-tam e della nostra pubblicità gratuita dal forum.

* ogni appassionato, se può e senza impegno, dopo averla riprodotta potrà scambiarla con altri tramite il forum, spedendola via corriere o per posta prioritaria, col solo rimborso della spedizione o (perché no) a pagamento.

*in seguito o nello stesso momento (secondo il numero delle piante reperite o riprodotte) partire con una azione individuale di ripopolamento delle nostre campagne e degli spazi verdi pubblici (dove il clima lo consente), e naturalmente delle case!

Il tutto per la soddisfazione ideale diliberarci del giogo degli interessi delle multinazionali,almeno per la Stevia.Vi pare poco?
(fonte “stevia libera“)

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6 Responses to campagna “Stevia libera”

  1. Ma è la pianta che troviamo sui marciapiedi e in giro per le strade? Quella che il mio cane mangia quando ha problemi di stomaco? Wow, ora capisco 😀 Mica scemo!

    Interessantissimo..

    Cesare

    http://www.due-punto-zero.net

  2. ma nooooo…almeno credo…se no dimmi dove vai a passseggio col tuo cane che arrivo al volo :)…thanx…:)

  3. Beh è uguale! Poi te la fotografo!

  4. 🙂

  5. se volete ad Alessandria c’è un negozio che la vende…

  6. scusate il negozio è La Cultura…

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