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Cellulare o cervello alla coque?

Alzi la mano chi di voi non ha un cellulare..insomma quaet’argomento credo che interessi un pò tutti…anche mia nonna che ha 80 anni (ne ha davvero 80!) e che ne ha uno!!!
Quindi…a partire da questo…forse non sapete che qualche tempo fà, alcuni ricercatori

hanno messo un uovo in un portauovo di porcellana tra due cellulari. Quindi li hanno messi in comunicazione tenendoli accesi.
Nei primi 15 minuti non è cambiato nulla.
Dopo 25 minuti il guscio dell’uovo ha cominciato a scaldarsi.Dopo 40 minuti la parte bianca dell’uovo era solida.Dopo 65 minuti l’uovo era ben cotto.

Se vero questo esperimento rivela il vero motivo della decadenza dell’Italia. Il primo Paese al mondo per la diffusione dei telefonini. Le radiazioni ci hanno fuso il cervello…è la seconda volta che andiamo in confusione mentale dopo l’avvelenamento da piombo che colpì l’impero romano.
Le compagnie telefoniche negano che ci sia un collegamento tra tumori al cervello, o anche semplici emicranie, e l’uso del telefonino.
Ma chiunque lo usi per alcune ore durante la giornata credo possa testimoniare qualche cedimento del pensiero.
Partendo da questi presupposti è stato creato Kandy.

Kandy e’ un cellulare che emette meno radiazioni di un normale cellulare. Non contiene piombo o cadmio, potenzialmente tossici e la tedesca Kandy Mobile lo propone come un prodotto per bambini.
Le emissioni sono 0,59 Watt/Kg, circa un quarto di quanto permesso per legge, ovvero 2,0 Watt/Kg e l’oggetto e’ stato disegnato per renderene agevole il riciclo e lo smaltimento. Per queste ragioni Kandy può fregiarsi del Blauer Engel, il marchio di qualità che la Germania ha adottato ormai da 25 anni per indicare i prodotti ecologici.
La pubblicità e’ diretta a dei genitori premurosi ed ecologisti che non vogliono negare un cellulare ai loro pargoli. Per convincere i bambini a non separarsi dal cellulare (che sono troppo piccoli per usare, ma che mamma e papà vorrebbero che avessero sempre addosso in caso di bisogno), il giocattolino e’ in grado di far sentire della musica con una radiolina e un lettore MP3. I suoni dovrebbero bastare a mantenere vivo l’interesse del bimbo, almeno secondo Kandy Mobile.
Come extra, casomai i genitori ancora non fossero convinti, nel telefonino si possono caricare dei corsi di lingua e dei giochini didattici.

E sempre circa radiazioni elettromagnetiche…per chi ancora ha dubbi circa i loro “effetti” vi informo che in questi giorni si sta diffondendo un nuovo metodo diagnostico (per ora certificato solo per indagini a prostata e vescica, anche se sembra dare risultati molto promettenti anche su altri organi), che permette di rivelare tumori e stati patologici anche nei primissimi stadi della malattia, e con una insuperata affidabilita’ (responso corretto in piu’ del 95% dei casi).
Si tratta di un trasmettitore, il trimprob realizzato dalla Galileo Avionica, che utilizza frequenze simili a quelle dei dei cellulari, ma con una potenza 100 volte inferiore (10 mW).In sostanza il debolissimo segnale emesso dal sensore, e’ una informazione (ben lontana dal provocare effetti termici) che raggiunge l’organo in esame (la prostata, per esempio), e ne provoca una risposta, che viene visualizzata al medico.E’ un po’ come se il corpo umano parlasse, infatti le informazioni che si possono ricavare da questo sensore sono molto varie (presenza di tumore, infiammazione, dislocazione ecc.),
A differenza degli esami attualmente in uso, non è invasivo, ed una specie di “manganello” che viene passato ad un centimetro dal corpo… non è necessario nemmeno spogliarsi completamente.I costi di un esame di questo tipo sarebbero irrisori. Sarà questo il motivo per cui questo sistema fatica a diffondersi negli ospedali?
A questo punto pero’ una domanda e’ inevitabile : come si fa a dire che l’esposizione ai campi elettromagnetici (telefonini, antenne, parabole, ecc) non ha effetti sulle persone, quando con radiazioni molto inferiori ad un telefonino si può interagire con il corpo umano e addirittura “parlare” con la prostata?
Fonti:http://www.galileoavionica.it/trim_dx.htm
Inoltre se tutto questo non bastasse si aggiunge la notizia che è tutta colpa delle emissioni elettromagnetiche.
Proprio così: è colpa delle radiazioni dei cellulari e degli altri gadget hi-tech se le api perdono l’orientamento e non sanno più dove devono andare per svolgere il loro compito di impollinatici. ISTINTO IN TILT – Perlomeno questo è quanto sostenuto da un gruppo di scienziati dalla Landau University, secondo i quali l’inspiegabile scomparsa da molte regioni americane di intere colonie di api che impollinano i raccolti potrebbe essere attribuita proprio alle onde elettromagnetiche, che interferiscono con il «sistema di navigazione» degli insetti facendo loro perdere l’orientamento. In pratica le api non riescono a tornare alle arnie, dove rimangono solo la regina, le uova e le api operaie, e quindi muoiono. PERICOLO CARESTIA – Il fenomeno – chiamato Colony Collapse Disorder (CCD) – si è verificato inizialmente negli Usa, lo scorso autunno, estendendosi poi anche all’Europa, dove recentemente è stato segnalato da numerosi apicoltori. Si stima che il versante occidentale degli Stati Uniti abbia già perso il 60 per cento delle api impollinatrici, mentre la perdita negli stati orientali sarebbe del 70 per cento. Il CCD interessa inoltre Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Grecia, Italia, Scozia, Galles e Inghilterra, anche se in alcuni casi le autorità negano l’emergenza. Come riferisce l’Independent, la questione preoccupa molto gli esperti, i quali temono che l’amore incondizionato della gente verso i telefonini e compagni finisca per interrompere il ciclo biologico di molti raccolti, causandone la scomparsa in tutto il mondo e portando alla conseguente carenza di approvvigionamenti alimentari, poiché – come sosteneva Albert Einstein – se le api dovessero scomparire, «alla specie umana resterebbero solo quattro anni di vita».
(Alessandra Carboni 16 aprile 2007 )

Insomma detto questo…per chi di voi ha la brutta abitudine di considerare il cellulare come una propaggine robocoppiana del proprio organismo…beh, dimenticatela e amputate il cordone ombelicale che vi lega ad esso… cercate poi scavando nella vostra memoria come erano più semplici e lineari le cose quando i cellulari non esistevano…me lo faceva notare molto semplicemente un mio amico questo pomeriggio…se si aveva un appuntamento e non essendoci il cellulare non si poteva mandare un sms o si avvertiva la persona in tempo da casa o si arrivava sul posto dicendo che l’appuntamento non si aveva da fare!!!…insomma il cellulare è una comodità ma non una necessità soprattutto se ne deve risentire la nostra salute…e se poi proprio non ne potete fare a meno almeno la notte spegnetelo e tenetelo lontano da voi e MAI sul comodino o piano piano ci troveremo il nostro cervellino alla coque!!! e buone chiacchere a tutti!!!
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4 Responses to Cellulare o cervello alla coque?

  1. Per dio dimmi che scherzi, non puoi credere davvero all’esperimento dell’uovo alla coque!

  2. se credi davvero che sia vero quell’esperimento, confrotya i dati ottenuti qui http://inquinando.blogspot.com

  3. Ecco cosa succede a non mangiare bistecche. Si diventa deficienti.
    Save a cow, eat a vegan.

  4. Nokia N95 8GB, emissioni: 0,41W7kg
    I valori di quel cellulare “per bambini” non sono nulla di rilevante.
    Cellulari per bambini? Bisognerebbe vietarli!

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