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Cinema: chi salverà il mondo? Harry Potter certo no!

articolo pubblicato su greenme


In questi giorni sono stata bombardata dalla notizia della freschissima uscita dell’ultima fantasmagorica parte – finale!- della saga tratta dai libri della scrittrice multimiliardaria J.K.Rowling.
Ebbene sì come ogni cosa anche le più meravigliose finiscono e così anche Harry Potter giunge alla fine con la sua  “i doni della morte-parte seconda”.
Ora però mentre lavo i piatti in un tranquillo venerdì sera di mezza estate vedo in tv un meraviglioso film -ormai potremmo dire quasi datato- di Michael Moore “Bowling a Colombine” e mi chiedo
quanto anche la scelta di come passare un venerdì sera possa influire su altre delle nostre scelte.
In fondo se avessi accettato l’invito di alcuni amici ad andare a vedere in 3d in un multi sala ad una ventina di km di distanza il meraviglioso fantastico episodio conclusivo dell’ormai adulto Harry forse non mi sarei ritrovata a rivedere dopo quasi 10 anni uno dei più bei film di denuncia di Moore e quindi non mi sarei nemmeno chiesta perché a quasi trent’anni ancora mi sconvolgo e mi indigno e soprattutto perché ancora credo nella possibilità di cambiamenti e cerco nel mio quotidiano di agire di conseguenza.
Cosa ne penso io? penso che in questo momento molti sono i film che potrebbero dare uno slancio a scelte di consapevolezza e penso che essendo il cinema una delle tante forme di comunicazione nelle nostre mani e non solo di semplice svago, come molti invece ritengono, è giusto che anch’esso sia usato per trasmettere temi rilevanti per la comunità, è stato usato così da molti registi e sempre lo sarà ed anche per questo lo amo.
Un esempio fin troppo facile è il film di Al Gore che per quanto ritengo- e non è solo una mia modesta opinione- sia stato sì realizzato in maniera assolutamente interessata -ed evidentemente ha fruttato allo stesso non solo un nobel ma molto molto di più di quel che si attendeva- ha comunque il merito intrinseco di aver sdoganato un tenace e chiarissimo resoconto circa lo stato del nostro pianeta e gli effetti causati da ogni nostra scelta anche la più banale; non dimentichiamoci inoltre che per la stragrande maggioranza degli spettatori “una scomoda verità” sembrò l’invasione raccontata da Orson Welles: vera e agghiacciante ma al contrario del 1938 nessuno poi fece una rettifica raccontando che era tutto falso o uno scherzo bensì quel che accadde è che finalmente dopo decenni di obbligato oscurantismo ricercatori e scienziati che spendevano le loro vite in ricerche e studi correlati alle attività antropiche e dei loro reali effetti sul nostro pianeta riuscirono per la prima volta dopo “Primavera silenziosa”  a dire come davvero stavano andando le cose e che non bastava proclamare un secondo Kyoto per ottenere qualcosa…con le belle intenzioni insomma non si fa nulla, servono impegni e fatti concreti!
Ci fu’ allora il risveglio delle coscienza ecologica, come qualcuno la battezzò!
E allora chi si fermò più, l’idea è l’anima del commercio e anche l’idea green diventò tale!
Chi però ancora può fare qualcosa è proprio ciascuno di noi: credere nel cambiamento non significa solo non usare buste di plastica e fare la raccolta differenziata ma anche continuare a rimanere con le antenne alzate e quindi restar informato, per farlo vi propongo una mini lista dei film che, a mio modestissimo parere, possono essere utili (e molto molto diretti) per comprendere o scoprire certi passaggi significativi della nostra società e delle regole a cui è sottoposta oggigiorno:

-Just Do It di Matilda Lee
-Surplus di Erik Gandini
-Fast food nation di Richard Linklater
-Earthlings di Shaun Monson
-Bowling a Coloumbine di M.Moore
-The corporation di Mark Achbar e Jennifer Abbott
-Videocracy di Erik Gandini
-Persepolis di Marjane Satrapi

L’unico consiglio è non guardarli tutti insieme e magari poi concedersi una serata con Harry Potter, ve lo siete meritati.

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