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Coltivare piante aromatiche e officinali nell’orto #2

QUALI PIANTE TENERE SUL NOSTRO BALCONE?
Ecco alcune piante officinali e aromatiche che è possibile coltivare in vaso in modo da avere a propria disposizione un orto ricco di rimedi naturali che possono essere messi in pratica per alleviare i disturbi più comuni. Avere a disposizione dei vasi di piante officinali o aromatiche vi permetterà di raccoglierle al momento più opportuno, di essiccarle e di utilizzarle al bisogno.

Si raccomanda l’impiego delle parti essiccate delle piante, in quando esse in infusione sprigionano meglio i propri principi benefici. Ecco una per una le piante che potreste scegliere per il vostro orto curativo, accompagnate dalle loro proprietà e utilizzi.

Piante officinali
TARASSACO – Taraxacum officinale

Il tarassaco (Taraxacum officinale) è riconoscibile per il suo fiore dal colore giallo-arancio e per il suo caratteristico frutto: il soffione, che ne permette la propagazione dei semi. Cresce spontaneamente in campi e prati, ma è necessario evitarne la raccolta lungo strade molto trafficate e inquinate. Del tarassaco si utilizzano le radici, il cui raccolto balsamico per uso officinale avviene a febbraio oppure da maggio a novembre.

Una volta raccolte, le radici devono essere essiccate al sole e conservate in barattoli di vetro o di latta. Le radici di tarassaco possono essere utilizzate in infusione per la preparazione di una tisana dall’effetto diuretico e depurativo. Nello stesso giorno può essere assunto fino ad un litro di tisana di tarassaco.

Essa è però controindicata a chi assume farmaci diuretici e può provocare reazioni indesiderate in chi soffre di allergia all’ambrosia. L’infuso può essere impiegato per uso esterno al fine di stimolare il cuoio capelluto e per combattere la forfora. Per la preparazione della tisana si impiegano 1 o 2 cucchiaini di radice di tarassaco per ogni tazza d’acqua bollente. Lasciare in infusione per 15 minuti e filtrare.

ORTICA – Urtica dioica

L’ortica (Urtica dioica) è una pianta erbacea perenne le cui foglie possono essere raccolte da aprile a settembre, durante la fioritura, utilizzando dei guanti. Il potere irritante delle foglie di ortica scompare con l’essiccazione o dopo la cottura. Le foglie devono essere lasciate essiccare all’aria ed in seguito conservate in sacchetti di plastica o di iuta.

L’ortica è considerata benefica per il suo contenuto di sali minerali e vitamina C. La tisana di ortica, che si prepara lasciando in infusione per 15 minuti tre cucchiaini di foglie essiccate e sbriciolate per tazza, è particolarmente indicata in caso di infiammazioni della prostata, per la cura delle quali può esserne consumato fino ad un litro al giorno.

La tisana di foglie di ortica essiccate può essere bevuta calda al momento, oppure assunta fredda, dopo averla preparata la sera per la mattina successiva. La stessa tisana, una volta raffreddata, è impiegabile per uso esterno come tonico per il viso per la cura della pelle grassa o mista.

LEGGI anche: Ortica: i mille benefici e come utilizzarla al meglio

AGLIO – Allium sativum

L’aglio (Allium sativum) può essere coltivato in vaso interrando i bulbilli a novembre per poterlo consumare in primavera. Deve essere raccolto quando le foglie sono quasi secche e deve essere lasciato essiccare per una settimana prima di consumarlo. L’aglio è il più potente antibatterico naturale. Abbassa il colesterolo e la pressione, oltre a fluidificare il sangue.

Bisognerebbe consumare 4 grammi di aglio crudo al giorno per poter ottenere degli effetti curativi. Il sapore dell’aglio però non è gradito a tutti. In alternativa in erboristeria può essere reperito il corrispondente estratto secco.

Il consumo di aglio è controindicato durante l’allattamento, poiché rende sgradevole il sapore del latte materno. L’aglio deve essere consumato con attenzione da chi segue cure per la pressione, il colesterolo o la fluidificazione del sangue, perché esso può potenziare l’effetto dei farmaci assunti.

LEGGI anche: Come coltivare l’aglio in balcone in 6 mosse

PASSIFLORA – Passiflora incarnata

La passiflora (Passiflora incarnata) è una pianta rampicante spesso impiegata ad uso ornamentale di cui non devono essere dimenticate le proprietà benefiche. Per la preparazione di rimedi erboristici e medicinali vengono utilizzate le parti aeree della passiflora (steli, fiori, foglie e frutto). Esse vengono impiegate per la cura di ansia, angoscia e insonnia dovuta ad agitazione.

I rimedi a base di passiflora agiscono rapidamente con il loro effetto rilassante e sedativo nei confronti del sistema nervoso centrale. La tisana di passiflora viene preparata sotto forma di infuso e ne possono essere consumate due tazze al giorno.

Nelle tisane la passiflora può essere associata ad altre piante, come la melissa. L’utilizzo della tisana di passiflora e dei prodotti curativi a base della stessa è da sconsigliare in gravidanza, poiché non esistono studi che ne provino l’innocuità. La tisana viene preparata lasciando in infusione due cucchiaini per tazza di passiflora essiccata.

MELISSA – Melissa officinalis

La melissa (Melissa officinalis) è contraddistinta dal profumo di limone delle foglie fresche, che scompare però dopo l’essiccazione. Svolge un azione miorilassante sulla muscolatura liscia dell’intestino e per questo motivo viene considerata come un ottimo rimedio per chi soffre di sindrome del colon irritabile, una patologia che ha un’origine prevalentemente psicosomatica.

Le foglie di melissa essiccate (due cucchiaini per tazza) vengono utilizzate per la preparazione di una tisana, da consumare in una quantità massima di 500 ml al giorno. La melissa stimola la tiroide ed è controindicata a chi soffre di problemi di salute in merito. Il suo uso esterno avviene grazie all’estrazione dell’olio essenziale, che può essere applicato nella quantità di una goccia per la cura dell’herpes labiale.

MALVA – Malva silvestris

La malva (Malva silvestris) è una pianta officinale perenne, della quale vengono utilizzati fiori e foglie per la preparazione di rimedi erboristici. Dopo essere stata raccolta, deve essere essiccata all’ombra. La malva contiene mucillagini che la rendono adatta a proteggerci dai bruciori di stomaco e a disinfiammare l’intestino. E’ inoltre un lassativo molto leggero.

Le foglie e i fiori essiccati (due cucchiaini per tazza) vengono utilizzati per la preparazione di una tisana da consumare nella quantità massima di un litro al giorno. L’infuso di malva può essere utilizzato come collutorio per calmare i fastidi causati dalle gengive infiammate.

Foglie e fiori possono essere lasciati in infusione insieme ad una manciata di semi di lino per ottenere un composto mucillaginoso da utilizzare come cataplasma da applicare sul petto per la cura della tosse con l’aiuto di una garza o di un fazzoletto.

Piante aromatiche
SALVIA – Salvia officinalis

La salvia è un arbusto sempreverde con delle belle foglie verdi ricche di essenza e con piccoli fiorellini viola. La droga è rappresentata dalla foglia e dai fiori che vengono raccolti rispettivamente in aprile-luglio ed in maggio-agosto. Viene coltivata in terreni calcarei, pastosi ma sempre ben drenati. L’essiccazione deve avvenire in locali arieggiati e poi va riposta in sacchetti di carta o di tela.

Ve n’è stato fatto un grande uso tradizionale, da sempre usata per l’alitosi e per avere denti brillanti. E’ un battericida naturale, ha grandi proprietà digestive, tanto che una vecchia ricetta parla di un vino digestivo molto utile dopo pasti abbondanti. Si mettevano 40gr di foglie di salvia in 1lt di vino bianco e si lasciavano macerare 5 gg. La posologia era di 1 bicchierino dopo i pasti.

Ma l’uso in cucina è dunque comune, e l’uso in fitoterapia? Ad uso interno è utile per il sistema gastrointestinale; è un antispasmodico quindi agisce sulla muscolatura liscia aiutando in caso di contrazioni, stimola la produzione di bile, essendo coleretico, disintossicante del fegato e stimola anche la digestione essendo amarotonica e stimolante le secrezioni gastriche.

Ha un’azione antiigrotica in quanto diminuisce l’eccessiva sudorazione; questo è dovuto soprattutto al suo olio essenziale. Inoltre contiene anche alcune sostanze esterogeniche che la rendono perfetta in caso di “vampate da menopausa”.

L’assunzione è di 2 o 3 volte al dì come infuso (esiste anche come tintura madre o come estratto ma sono composizioni più forti). Per uso esterno, invece, l’olio essenziale può essere aggiunto ai dentifrici o ad oli base come l’olio di mandorle dolci o di argan ed è perfetto come purificante e deodorante.

Presenta controindicazioni: ne è assolutamente VIETATO L’USO IN ALLATTAMENTO PERCHE’ BLOCCA la produzione del latte ed anche in gravidanza è meglio non farne uso dato che ha molecole che sono capaci di interagire con gli ormoni femminili.

La massima attenzione è da tenere nel caso dell’uso dell’olio essenziale: solo 12 gocce per uso interno (dose che non si prende mai) è capace di dare malessere fino a dare convulsioni. Ha quindi una dose tossica piuttosto bassa.

LEGGI anche: Dal balcone al piatto: la salvia

ROSMARINO – Rosmarinus officinalis

Il rosmarino fa parte delle labiate, la sua droga sono i ramoscelli con le foglie aghiformi ed i suoi fiorellini. Cresce spontaneo nelle zone di riviera. ma si accontenta di qualsiasi clima. Le foglie vengono raccolte d’estate e l’essiccazione deve essere fatta all’ombra. Dalla pianta si estrae l’olio essenziale che viene usato anche in cucina (ma sempre con molta attenzione).

In fitoterapia è un ottimo antiossidante, agisce infatti contro i radicali liberi, è ottimo per la digestione in quanto stimola le secrezioni gastriche ed è inoltre anche un buon diuretico. Il suo uso esterno è utile in caso di cattiva circolazione, infatti stimola la circolazione tanto che una ricetta veloce per un buon olio anticellulite é: olio essenziale di rosmarino, olio essenziale di betulla in un olio base a scelta.

L’olio essenziale calma la tosse e sembra, da alcuni studi, che stimoli leggermente la memoria (al contrario della lavanda, che invece tende ad essere calmante), è quindi un perfetto olio essenziale da usare in aromaterapia durante i periodi di studio o concentrazione. Per uso esterno viene usato in impacchi per pelle grassa o per i capelli grassi, è infatti un ottimo detergente e purificante.

Controindicazioni: l’olio essenziale in aromaterapia NON VA MAI USATO IN STANZE IN CUI VI SONO NEONATI O BIMBI PICCOLI perché olio essenziali come questi, cioè balsamici, provocano spasmi muscolari. A dosi troppo elevate poi (uso interno) può provocare convulsioni e NON VA MAI USATO in gravidanza perché contenendo sostanze che possono variare flusso mestruale crea rischi inutili.

LEGGI anche: rosmarino: come coltivarlo in vaso o in giardino

MENTA – Menta piperita

La menta presenta degli stoloni e proprio grazie ad essi largamente infestante; ne esistono di tantissimi tipi ma la Menta piperita ha una concentrazione di essenza molto alta nelle foglie, la su droga infatti sono le foglie e le sommità fiorite che vengono raccolte tra luglio agosto.

Anche le i fa parte della stessa famiglia della salvia e del rosmarino, le labiate.

Ha un uso interno: agisce a livello del sistema gastrointestinale, perché aiuta la digestione e l’olio essenziale ha un’azione antispasmodica della muscolatura liscia. L’olio essenziale viene molto utilizzato nelle tisane lassative che contengono piante quali la senna o la frangola che sono un pochino irritanti della mucosa dell’intestino e quindi bloccano un po’ i movimenti intestinali; la menta invece essendo un tonico dell’intestino viene quindi affiancato a tali piante, oltre che per il fatto che ha un ottimo sapore.

Il mentolo che la menta contiene ha un’azione tonificante, quindi è bene non bere mai tisane a base di menta poco prima di dormire se non si vuole soffrire di insonnia. Anche la menta serve come espettorante: agisce sulla tosse e come uso esterno è possibile anche in questo caso farne un olio curativo a base di un olio vegetale a scelta con l’aggiunta di olio essenziale; questo olio così ottenuto sarà utile in caso di pruriti o infiammazione della cute o ancora dermatiti.

Infine l’olio essenziale di menta è utile per lievi infiammazioni delle vie aeree; è utile quindi per fare suffumigi in quanto è un ottimo battericida e libera anche il naso essendo balsamico (porre in acqua bollente qualche goccia di olio essenziale ma attenzione a tener ben chiusi gli occhi se no bruciano!).

NON si usa sui bambini perché può creare degli spasmi.

LEGGI anche: Menta: proprietà, benefici e utilizzi

TIMO – Thimus vulgaris

In questo caso la droga della pianta sono le foglie ed i fiori; è di origine mediterranea ed ama i terreni calcarei infatti la crescere la pianta in questo tipo di terreno permette di aumentare la concentrazione delle essenze nelle piante.

Il timo veniva usato dai greci come pianta per le malattie del petto, i romani lo usavano per vini e formaggi e come conservante degli alimenti; queste proprietà sono date dal fatto che il suo olio essenziale è un forte battericida grazie al timolo contenuto in esso. Il timo non va mai usato per uso interno, perché anche a basse dosi può dar fastidio (anche solo 2 gocce!).

Agisce, come detto, sull’apparato respiratorio e digestivo ed è espettorante e mucolitico. Blocca la tosse ed agisce sui bronchi, è perfetto quindi per le bronchiti (tisana a base di timo). Agisce bene sulla digestione, sulle gastriti e favorisce la produzione della bile. Si usa come infuso o estratto secco.

Può essere usato anche aggiunto ai dentifrici per le sue proprietà antibatteriche ed è un tonico del cuoio capelluto, stimolando la crescita del capello: basta fare delle frizioni; è perfetto insieme al rosmarino. Il timo si raccoglie tagliandolo a 5 cm dal suolo, evitando la parte legnosa (le foglie più basse sono più ricche di o.e. e questo è una particolarità perché di solito sono le foglie più nuove che sono più ricche di o.e.)

L’USO DELL’O.E. DA PROBLEMI GASTRICI E PUO’ PORTARE A INFASTIDIRE IL SISTEMA NERVOSO CENTRALE AD ALTE DOSI.

LAVANDA – Lavandula officinalis

QUALI PIANTE TENERE SUL NOSTRO BALCONE?
La lavanda ama molto la siccità; si utilizzano i fiori appena sbocciati. Anche questa pianta appartiene alle labiate, fiorisce a giugno e a settembre, e la sua raccolta avviene appena sbocciano i fiori. E’ usatissima come profumatore di cassetti ed armadi o per fare cuscini aromatici. La possiamo essiccare ponendo le spighe su un vassoio e poi attendendo che si stacchino da soli i fiorellini.

Nell’ ‘800 fino a tutto il ‘900 veniva usata per curare i nervi e le “isterie”, ancora oggi è molto usata in aromaterapia perché rilassa il sistema nervoso centrale. In uso interno non viene usata tantissima ma può comunque essere usata come sedativo aggiunta alle tisane.

Anche l’olio essenziale di lavanda è digestivo e non ha controindicazioni se non che se le dosi sono troppo alte ha l’effetto contrario, di eccitante. La pianta va bene in gravidanza e allattamento, mentre l’olio essenziale può essere usato in aromaterapia (ma non fare cuscini aromatici per bambini!). Non deve andare a contatto con la pelle dei bimbi.

LEGGI anche: Lavanda: proprietà benefiche e i mille usi per la salute e la bellezza

Quindi, cosa aspettate a creare il vostro orto sul balcone erboristico?

Kia – Carmela Giambrone e Marta Albè

Leggi la prima parte QUI

Marta la trovate sul suo blog “Radici

quest’articolo è pubblicato su Greenme

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