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Cosa so adesso di margotte, talee ed innesti

Quando ero piccola ricordo mio nonno e mio padre che si occupavano di orto e piante da frutto. Ognuno con le proprie preferenze e peculiarità. Se i miei nonni preferivano pomodori o fragole mio padre invece ha sempre amato gli alberi da frutto.

I primi libri di orticoltura li devo a lui ed in assoluto il primo libro che trattava di innesti e potature è nella mia libreria ma è suo.

Mi sono appassionata inizialmente a questo tipo di pratica perchè pur essendo una pratica tutta umana risulta essere un buon compromesso tra forza naturale di sopravvivenza, evoluzione e sperimentazione botanica.

In viaggio poi un giorno ho avuto modo di incontrare un signore che coltiva piante da frutto e piante orticole ed un pomeriggio assolato ha deciso di raccontarmi in maniera semplice ciò che l’esperienza e la passione gli avevano insegnato in merito.

Qui un breve e non certamente esaustivo reportage di questa bellissima esperienza.

Ecco cosa mi è stato spiegato circa margotte, taleee, innesti

Come realizzare una margotta

Infilare una bottiglia ( tagliata a metà utilizzando solo la parte superiore ed infilandola con il lato del tappo verso il basso ma va bene anche un sacchetto che poi verrà chiuso legandolo con dello spago sia da un lato che dall’altro) dentro un ramo, togliendo poche foglie e togliendo la corteccia del ramo stesso nella parte vicino il foro del tappo della bottiglia, da qui nasceranno le nuove radici del rametto che diventerà piantina; a questo punto bloccare la bottiglia appena sotto la linea di corteccia spellata, bloccare con legnetti e spago., in modo da non far fuoriuscire la terra che utilizzeremo successivamente per riempire la mezza bottiglia che fungerà da vaso, a questo punto quindi riempire con la terra ed annaffIare spesso in estate e poco in inverno. Dopo un anno tagliare sotto la bottiglia e piantare in terra. La margotta è possibile farla su quasi tutte le piante durante la primavera ed in certi casi anche in autunno.
Ecco le foto per spiegare meglio i vari passaggi…







Come realizzare una Talea

Per realizzare una talea bisogna prendrere rami con sei occhi (le gemme fogliari), tagliare in obliquo il ramo per far scivolare l’acqua più velocemente ed evitarne il ristagno. Togliere le foglie ed un po’ di corteccia e quindi schiacciare con una piccola martellatina, a questo punto mettere nella terra 3 gemme e fuori dalla terra gli altri 3.

Le talee non attecchiscono per il melo e per il pero; funzionano invece nel caso dell’ ulivo, della prugna, del fico, dell’uva e molto probabilmente anche del melograno.

Ma parliamo di innesti
L’innesto non è altro che un modo per moltiplicare una pianta.
Consiste nel fissare su una pianta (portinnesto) un nesto costituito da una parte di ramo o una gemma (occhio) preso dalla pianta che si vuole moltiplicare grazie alla fusione tramite un piccolo callo che si forma.

Si ottiene in questo modo una sola pianta ma costituita da due parti diverse e permette così
di moltiplicare piante legnose con facilità.

Naturalmente la sua riuscita dipende dalla tecnica,dal periodo (in primavera o alla fine dell’estate, quando cioè le piante sono ‘in succhio’), ma anche dalla compatibilità tra le piante scelte.
Per far funzionare bene su melo e pero gli innesti si utilizzano piante selvatiche compatibili come supporto ad esempio il cotogno oppure la perania.

Ma ecco qui i 5 tipi di innesti che mi sono stati spiegati:

a spacco“, “a triangolo“,” a occhio“,” a zufolo” ed un quinto anche detto “approssimativo” .

Partiamo da quest’ultimo che consiste nel tagliare due rami di due alberi diversi- uno che sarà il portainnesto e l’altro della pianta da innestare -di ugual diametro, levando la corteccia delicatamente a 360 gradi e prendendo l’occhio (cioè la gemma fogliare).

Quindi si taglia la corteccia dall’albero che deve essere innestato (il taglio dev’essere uguale al taglio dell’innesto, come fosse un cerotto, in modo che combacino i lembi perfettamente).

Una volta fatto questo si sigilla senza far passare aria con della raffia o nastro isolante (o in commercio vendono del silicone o mastice apposta per innesti anche se io non lo amo particolarmente). Il periodo per fare un innesto di questo tipo è preferibilmente quello di giugno.

Innesto “a zufolo”

Simile al primo ma in questo caso si prende metà corteccia sempre con l’occhio, in modo che combacino perfettamente.

Si usa tale tipo di innesto al posto del precedente in quanto non per tutti gli alberi è così semplice togliere la corteccia un esempio sono gli alberi come il fico o il castagno.




Innesto “ a occhio”

Tagliare l’occhio da adoperare quindi sul portainnesto fare 2 tagli ortogonali e aprire delicatamente la corteccia, inserire quindi l’occhio in sù e  legare lasciando fuori l’occhio per bene. Nel caso della rosa questo tipo di innesto si può realizzare anche a metà luglio.





Innesto “ a spacco”

Tagliare e “spaccare” lungo il diametro il rametto che sarà il portainnesto aprendolo quindi tagliare due rami con tre occhi ciascuno. Fare quindi un piccolo cuneo levando la corteccia a tutte e due i rami, infilarli nello spacco in modo che le corteccie combacino perfettamente, legare e sigillare bene in modo che non prendano aria sia ai lati che nella parte superiore.





Innesto “a triangolo”

Tagliare il ramo da innestare e levare la corteccia da due lati in modo da creare una piccola piaramide a base triangolare, in modo tale che due lati siano senza corteccia e uno invece la porti ancora integra.
Se il ramo madre è grosso si possono mettere fino a 5 o 6 innesti anche provenienti da piante diverse purchè compatibili tra loro ed ovviamente compatibili anche con il portainnesto.
Prendere la pianta madre con grosso diametro, da 1 cm in poi, scavare un lato in modo che il ramo da inestare combaci perfettamente quindi ripetere l’operazione con gli altri rami, sigillare come al solito in modo che l’innesto non prenda aria.




I periodi migliori per effettuare gli innesti sono come detto sono la primavera o la tarda estate ma in realtà durante tutto l’anno è possibile innestare ecco quindi un piccolo calendario (molto sbrigativo e semplice) per permettervi di programmare i vostri innesti (grazie a forumdiagraria.org):

Febbraio
Cotogno – Melo – Pero

Febbraio – Marzo
Albicocco – Caco – Camelia – Castagno – Ciliegio – Melo – Nashi – Nocciolo – Pero – Pesco – Vite Ginepro – Biancospino – Susino

Marzo – Aprile
Ciliegio – Cotogno – Fico – Caco – Melo – Melograno – Noce – Olivo – Pero Pesco – Susino – Biancospino – Camelia – Pino

Aprile
Melo – Pesco

Aprile – Maggio
Fico – Mandorlo – Noce – Olivo – Agrumi

Maggio – Giugno
Albicocco – Caco – Castagno – Noce – Pesco

Giugno
Albicocco – Pesco – Mandorlo

Luglio – Agosto
Albicocco – Castagno – Noce – susino – Vite

Agosto – Settembre
Agrumi – Albicocco – Biancospino – Carpino – Ciliegio – Cotogno – Caco – Mandorlo – Melo – Melograno – Noce – Pero – Pesco – Vite – Susino

 

Se poi volete una piccola spintarella tutta naturale ecco qui come realizzare con le vostre mani una soluzione radicante per talee fatta in casa.

Infine, così per diletto un po’ di fotografie provenienti dall’orto del signor Luigi.

carciofo in fiore


basilico

ulivo con olive per olio

fico melenzano


vite da uva


pomodoro romano, pomodoro s.marzano, pomodoro quarantino,

fagiolini nani, fagiolini rampicanti


peperoni

melanzane


zucchine



kiwi


mandorlo
melograno


nespola, prugna gialla, prugna s.giovanni, prugna goccia d’oro gialla,

peperoncinomelo di s.giovanni, melo melinda-golden, melo verde, melo nurco (qualità campana)


pere di S.Giovanni, pere spadone,

caco maltese (duro)


limone

mandarino

Ora quindi l’unica cosa che mi resta da fare dopo averammirato con i miei occhi cosa si può fare non mi rimane che mettere in pratica la teoria e provarci anch’io anche se solo in città nel mio orto urbano.

Buon divertimento e buona coltivazione

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3 Responses to Cosa so adesso di margotte, talee ed innesti

  1. volevo fare una domanda in che periodo si possono fare le margotte della pianta di fichi.
    grazie

  2. […] di come realizzare talee, margotte e innesti quindi non mi ripeterò, potrete infatti rileggere QUI il […]

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