Essiccatore home-made

Dopo studio e lavorio ecco il risultato: un piccolo essiccatore corredato di foto e spiegazioni DiY naturalmente.

L’ispirazione è venuta dal blog di mammafelice ed al libro “Solo crudo” .

La realizzazione è stata lunga ma non comllicata: è composto da pannelli di compensato naturale a formare un parallelepipedo con 2 lati forati per un parziale ricircolo d’aria ma che non permette l’ingresso di polvere e sporco, un lato “a sportello” che si chiude tramite un paio di calamite e sull’esterno è dotato di un pomellino per aprirlo.
Quattro pomellini poi sono stati usati come piedini che tengono rialzato da terra o
dal piano di lavoro l’essiccatore.

Due ripiani interni sono stati realizzati grazie al recupero di due griglie da forno e sono appoggiate su due staffe di legno avvitate ai lati; una lampadina sul fondo e un interruttore sull’esterno lo completano.

La lampadina è ad incandescenza da 40 Watt, non a risparmio energetico, certo ma usarlo la notte e per un paio di volte al mese bello pieno potrebbe essere un buon compromesso.

Permette una buona essiccazione senza che si raggiungano alte temperature soprattutto sulla griglia inferiore, che non devono mai superare i 40°C.
Dobbiamo aggiungere ancora il termometro per tener monitorata per benino la temperatura ma la voglia di condividere il progetto è stata troppo grande per aspettare quest’ aggiunta finale.

L’essicazione non fà altro che togliere l’acqua agli alimenti e permette così una buona e lunga conservazione del cibo senza che esso venga attaccato da muffe e funghi e poi dà un gusto meraviglioso poter mangiare delle albicocche in pieno inverno che non arrivino da serre o dall’altro capo del mondo sapendo che sono bio e home-made.
Certo il massimo sarebbe (come in Sicilia!) essiccare al sole ma ecco spiegata la voglia di ppossedere un essiccatore.
Certo ne esistono decine in commercio perciò potete pure comprarvelo ma siete sicuri che vi darà le stesse soddisfazioni?

Primo esperimento fatto: scorze di limone e arancia, facile e ben riuscito.
Secondo esperimento: fettine di mela, riuscita ottima.

Le prossime sperimentazioni in programma? croccanti di carruba (realizzati con burro di mandorle, banane, polvere di carruba, datteri), chip di zucchine, pane di datteri alla cannella (grano germogliato, datteri, cannella e uvette)

Buona sperimentazione a tutti 🙂

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