Il futuro è davvero di chi lo fà

  1. Abituata a tre giorni di full immersion durante il week end di  “Fà la cosa giusta“, fiera della sostenibilità di Milano, quest’anno per la prima volta decido di cambiare punto di vista.

Non presento alcun corso, non organizzo compostaggio selvaggio nè “abc di sostenibilità”: prendo la metropolitana ed arrivo in fiera con solo curiosità e tanta voglia di ascoltare.

La mia missione infatti è scovare, tra gli ormai numerosissimi espositori presenti, realtà e persone che credono in progetti nuovi, rivoluzionari, solidali, artistici, creativi e che probabilmente non sono ancora troppo conosciuti.

Assisto con molta curiosità al cambiamento di popolazione del visitatore: se una volta chi decideva di andare in fiera, almeno a questo tipo di fiera, apparteneva a un mondo per così dire “atipico” o per lo meno insolito, ora qui ciò che noto è che l’eterogeneicità la fa da padrone: fashion victim, teenagers non eccessivamente interessati, coppie di mezza età prese dalla febbre degli assaggi gratuiti e venditori che farebbero impallidire anche i conduttori di programmi commerciali in onda su tv private campeggiano sparsi all’interno di quella che per lungo tempo ha rappresentato un’oasi di spirito critico e sostenibilità reale. Tempi e modalità in cambiamento, evoluzione ed espansione naturale, qualcuno la chiamerebbe.

Se però metto in pratica lo spirito critico che mi contraddistingue nella vita ciò che posso davvero vedere è anche la realtà di progetti e persone che credono in quel che fanno, nella forza del cambiamento che parte da azioni quotidiane e reali, significative e forti. Ecco queste sono quelle che davvero mi interessano.

Assisto con molto piacere alla presentazione di Stefano Broccoli, chef vegan e meraviglioso pasticcere (se non lo conoscete potete assaggiare le sue prelibatezze nella pasticceria a Bergamo o seguire i corsi alla Funny Veg Academy), che regala ai presenti le mille e una curiosità su margarine vegetali inaspettate: insegna, ad esempio, che per esser davvero buono un dolce può anche essere sano e porta come prova provata i suoi biscotti vegan alla margarina di pistacchio estramemente semplici e meravigliosamente buoni. Risultato: la conquista totale!

Ci regala la ricetta ed io come una studentessa diligente mi appunto tutto, conto naturalmente di sperimentarla a casa ma nel frattempo eccola qui, condivisa per voi.

Ingredienti:

zucchero di canna 100g

farina tipo 1 300g

margarina homemade di pistacchi (realizzata con olio di pistacchi 70g e burro di cacao micronizzato 30g)

procedimento:

preparare la margarina unendo semplicemente i due elementi entrambi in fase liquida (basta sciogliere a bagnomaria il burro prima), porre in frigo ed una volta solidificato il tutto aggiungere zucchero e farina.

Amalgamare bene ed una volta realizzato l’impasto di pastafrolla porre una mezzoretta in frigo quindi stendere e realizzare con le formine i biscotti.

Cottura 180°C da 15 a 25 minuti.

Vi posso dire che i suoi erano deliziosi, su come saranno i miei non è ancora dato sapere ma vi terrò aggiornati.

Proseguo poi il mio giro scoprendo o reincontrando chi in questa fiera è da sempre presente.

Aziende agricole biologiche, produttori locali, piccoli artigiani ma ancora realtà collettive e giovani con tanta voglia di fare e di cambiare questa società come Recup che porta avanti progetti di recupero e ridistribuzione del cibo invenduto o danneggiato o l’associazione Bardamù che si fa promotrice di eventi letterari in città e nasce per dar vita al progetto di recuperare uno spazio urbano dismesso al fine di convertirlo in un luogo d’incontro per amanti della scrittura e dalla letteratura

Ma ancora,  il progetto di crowdfunding Crowdbooks che nasce dal sogno di un grafico che ci crede davvero e decide di buttarsi in qualcosa che potremmo chiamare irreale ma che invece lo porta a finanziare una lunga lista di progetti editoriali, ultimo e non ultimo, il lavoro fotografico Utopia di Carlo Bevilacqua, fotografo che decide di raccontare 24 storie di sogni in giro per il mondo, “piccoli e preziosi esempi che dimostrano come si possa lottare per una vita più sostenibile, felice ed in armonia con il prossimo”.

Ed ancora, vedere e toccare con mano lo smartphone fair e modulabile grazie a gogreenstore.com ed infine come non raccontarvi della bellissima interazione con le ragazze de La bottega della luna che quest’anno oltre alla ormai famosissima mooncup (io le ho conosciute grazie alla rivoluzione della luna ere geologiche fa!) e perineo hanno unito le forze e creato sinergia positiva con FunFactory, sito italiano di sex toys made in Eu che unisce fun ed fair perchè per loro (come per me) etica e green in ogni ambito è la vera parola d’ordine.

Infine vi svelo che anche se non ho presentato laboratori quest’anno in fiera sono orgogliosa di aver annunciato l’imminente partenza di due dei miei corsi presso la Funny Veg Academy (Via Riccardo Pitteri a Milano).

I corsi partiranno in primavera, probabilmente da fine aprile-inizio maggio e riguarderanno copostaggio domestico ed cosmesi vegan, eco e completamente homemade.

Per tutti i dettagli vi rimando al sito dell’accademia che, da domani, riporterà ogni informazione utile.

Felice della bella collaborazione con l’affiatatatissima famiglia FunnyVeg nata dalla collaborazione con Sonia, Elisa e tutta la redazione della rivista FunnyVegan con la quale collaboro scrivendo di autoproduzione e bellezza ormai da quasi tre anni.

La presentazione va via veloce ma in effetti grazie a Giulia Giunta che mi regala un po’ del suo tempo (tesoro lei!) ho a disposizione poco tempo.

Tutti i miei alambicchi come sempre catturano l’attenzione e vedere negli occhi di una giovane donna del pubblico che porta in grembo un bimbo tanta consapevolezza e curiosità fa credere davvero che un mondo diverso sia possibile e che il futuro sia davvero di chi lo fa.

Questa fiera lascia sempre tanta gioia nel cuore e l’idea che ognuno sia parte di qualcosa di più grande mi accompagnerà per tutto l’anno, fino alla prossima edizione almeno.

 

 

 

 

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