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Giappone: tsunami terremoto catastrofe nucleare

“… panico nei paesi attorno al Giappone: vi sono acquisti da panico di iodio e alghe nel timore che poi arrivi la contaminazione perché sono utili a contrastare gli effetti di una contaminazione.
L’europa invece sta affrontando la cosa ponendosi diverse domande ed agendo in vari modi: in Svizzera hanno fermato il programma di espansione, la Germania che sull’energia nucleare ci conta molto ha fermato 2 reattori più vecchi e la cancelliera tedesca ha posto  formalmente diverse questioni sullo sviluppo di questa tecnologia.
In Italia ieri sono arrivati in commissione industria al senato gli atti del governo sulla modalità di dislocazione delle 13 centrali nucleari che il governo ha in programma di costruire, discussione in perfetto tempismo perché a giugno si voterà il referendum su questo tema.”

Cesare Cursi, presidente della commissione industria del senato, cita il senatore Veronesi che asserisce “cose di cui loro erano già a conoscenza” ossia che “il sistema nucleare di livello avanzato che dovremmo fare in Italia non presenta rischi per la salute”, nel frattempo il ministro francese presidente di turno del G8 Alain Juppè ha detto che il rischio nucleare è estremamente elevato in Giappone.
Cursi continua però dicendo che “la tecnologia che useremo in Italia sarà diversa da quella giapponese”
Però si sà anche che non esiste la sicurezza assoluta e vorremmo sapere quale sarà la regione che accetterà d’avere un reattore sul proprio territorio.
Cesare Cursi continua dicendo che gli impianti che dovrebbero nascere in Italia sono basati su sitemi dove per ogni reattore ci sono 4 sistemi di raffreddamento, inoltre si sentiranno gli enti locali e ci saranno forme di compensazione come avviene negli altri paesi ed ancora, la consulta qualche giorno fà ha parlato di coinvolgimenti regionali ma dato che il tema è di rilevanza nazionale poi la decisione può esulare il parere delle stesse regioni.
Quindi se la regione dice no ma il governo invece vuole farle si fanno e basta.
Custi poi conclude con “fortunatamente per la tav qualcuno è andato avanti così da Milano per Napoli ci si mettono 3 ore e non 8 perché in Italia è sempre importante dire i no, fortuna che c’è sempre qualcuno che va’ avanti…”
Gianni Mattioli, docente fisica nucleare alla Sapienza di Roma, dice che nel 1999 gli americani dettero vita al consorzio di ricerca generation fuor (quarta generazione) dopo che nel 1978 negli Stati Uniti non partiva più nessun nuovo impianto erano ben consapevoli che era necessario per poter rilanciare il nucleare un vero e proprio fatto innovativo di fisica del reattore perché gli insegnamenti prima dell’incidente di Three Mile Island avevano dato suggerimenti per migliorare tubi, pompe, valvole ma ci si rendeva conto che bisognava ripensare la fisica del reattore; generation four – quarta generazione- annuncia che forse i primi risultati li vedremo nel 2035-40″…
… ( cioè la tecnologia italiana sì, più evoluta, ma non è stata mai provata!)
“La tecnologia che si vuole realizzare in Italia è la terza generazione, questa non esisteva perché gli americani dettero il nome “quarta” per far vedere che c’era un grande salto tecnologico tra la seconda e quella loro-la quarta- ma poi passando gli anni dato che la quarta generazione si allontanava nel tempo così si è cominciato un paio di anni fa’ ad introdurre il termine terza generazione perché sul mercato le elettromeccaniche americane e francesi ci dovevano stare e allora ci fù quest’innovazione -terza generazione- che però alla fine è solo innovazione che riguarda pompe, tubi, valvole e non di fisica del reattore,non riguarda un cambiamento qual’è quello che potrebbe dare  fatti nuovi veramente importanti in termini di sicurezza e di impatto sanitario dei reattori in condizioni di routine.”
Gianni Mattioli poi continua dicendo ” Veronesi ha detto una serie di cose che denunciano la sua incompetenza ossia quando egli dice che  gli impianti nucleari non rilasciano radiazioni e queste radiazioni non sono pericolose, egli ignora che la commissione internazionale per la protezioni dalle radiazioni fissa una dose massima per legge ammissibile di radiazione per popolazioni e lavoratori che non è per definizione “quella dose al di sotto della quale non c’è rischio” ma “quella dose cui sono associati effetti somatici tumori e leucemie e genetici che si considerano accettabili a fronte di benefici economici associati a siffatte attività con radiazioni.”
Mattioli prosegue parlando della sicurezza: “…di impianti ridondanti di sistemi di emergenza possono essercene anche 50 ma questo non muta una situazione in cui si è capito che questo tipo di ingegneria è un tipo di ingegneria che non può dare condizioni di sicurezza e che invece potrebbe generation fuor; bisogna studiare radicalmente una diversa organizzazione del ciclo di combustibile e della centrale stessa e fino a che non ci sarà questo, cioè  generation 4 la quale prevede la sicurezza intrinseca e molti aspetti del tutto nuovi, siamo sempre nell’ambito di condizioni limitate di sicurezza e allora vien da dire perché imporre ad un paese con una situazione sismica come quella italiana per cui stando alle norme in discussione in sede atomica che richiedono che un terremoto del quinto grado della Scala Richter abbia un ritorno non inferiore ai 10 mila anni e di questi siti in Italia c’è solo la Sardegna, la punta del Salento, e una piccola zona tra la Lombardia ed il Piemonte; in questa situazione perché imporre in situazione di angoscia quando ormai il fronte delle fonti pulite e rinnovabili sta superando anche dal punto di vista dei costi sono convenienti per es.come l’energia eolica!?…
La situazione si fa’ sempre più preoccupante con il passare delle ore.
Stefano Monti – responsabile enea dei metodi di sicurezza dei reattori nucleari dell’ente di ricerca sull’energia ha un’opinione autorevole sui metodi di sicurezza delle centrali che andremo a costruire che lui dice possono garantire un grado di sicurezza maggiore : “al momento i reattori giapponesi pur essendo vecchi  sono in condizioni accidentali ma c’è anche stato un evento catastrofico in termini di terremoti e tzunami nel Giappone così non è mai accaduto e tutto sommato questi reattori hanno retto pur essendo vecchiotti, bisogna vedere certamente come volgeranno gli incidenti in atto…i reattori di terza generazione avanzata sono molto più evoluti per quanto riguarda i sistemi di sicurezza…”
E’ interessante sentire l’esperienza che arriva dalla Francia uno dei paesi più avanzati dal punto di vista del programma nucleare e anche dalla tecnologia; i tecnici francesi sono stati i primi a dire che dal Giappone non stavano raccontandola tutta.
Charlotte Mijeon è la portavoce della rete francese di sortir du nucléaire (http://www.sortirdunucleaire.org) e raccontandosi nell’intervista ieri mattina a radio popolare dice: “Per essere precisi allo stato attuale la situazione è più grave di quello che è successo nel 1979 negli usa nell’isola di Three Mile dove c’era stata una parziale fusione del nocciolo e dell’incidente di Chernobyl, il problema è che ci sono 2 reattori che sono esplosi ed un terzo reattore che è in fusione e quindi estremamente pericoloso perché anch’esso a rischio di esplosione, oltre a questo c’è una nube reattiva come rivelano altre fonti, a centinaia di km dalle centrali c’è un tasso di radioattività che è 700 volte superiore al normale e questa nuvola è composta da iodio 131e cesio 137 e sono 2 sostanza pesantemente tossiche: il primo ben conosciuto per i danni che provoca sulla tiroide mentre il secondo provocava danni cardiovascolari gravi e viste le dosi propagate in questi giorni è estremamente demagogico minimizzare l’impatto di questi incidenti.
La commissione internazionale di protezioni contro le radiazioni riconosce che tutte le dosi anche minimi hanno un impatto mutageno e cancerogeno quindi ecco perché la situazione è grave.


Inoltre il reattore numero 3 di Fukushima funzionava a Mox da pochi mesi, questo elemento è un miscuglio di uranio impoverito e plutonio. Il plutonio è estremamente pericoloso, la sua emivita è superiore a 4000 anni perché perda metà della sua potenza e solo una microparticella di plutonio è sufficiente a sviluppare il tumore al polmone; sapendo che questo reattore è esploso è molto probabile che questa sostanza si sia dispersa nell’aria contaminando la regione.
La nuvola continuerà a propagarsi e non rimarrà confinata nella regione, c’è una regione che è duramente contaminata e lo sarà per un tempo che non possiamo quantificare, quello che è sicuro è che non sappiamo tutto. Le persone che operano nelle centrali immagino che non abbiamo più alcuno strumento di misurazione capace di quantificare i livelli, l’unica cosa che sappiamo è che la catastrofe non è che all’inizio.
Quando avviene un’incidente nucleare, data la persistenza e la durata di vita degli elementi liberati, bisogna pensare che la catastrofe in sè non è che un punto di partenza comincia e dura nel tempo.
In questo caso inoltre c’è stata una fuga di idrogeno per abbassare la pressione e l’idrogeno ha veicolato la fuga radioattiva.
Il pentagono ha affermato che la radioattività è stata attestata in un raggio di 100km dal punto di fuga.
Il primo reattore avrebbe già dovuto chiudere questo mese ma è anche vero che nel momento in cui si gioca col nucleare si gioca col fuoco e in questo caso la natura ci ricorda che noi non possiamo gestire nulla pur prendendo tutti i tipi di misure che vogliamo.
Il Giappone è il paese nucleare più sviluppato al mondo ed è anche un paese che conosce molto bene il pericolo sismico al quale ha saputo adattarsi, a livello tecnologico poi ha un alto rigore nello sfruttamento delle sue centrali, questo ci mostra che nessun tipo di misura serve se la natura si mostra in tutta la sua potenza. USARE il nucleare è come giocare con il fuoco: il nucleare è sempre un problema pur adottando tutte le precauzione, il rischio zero non esiste, il rischio esiste in tutto , su tutto il percorso della catena , appartare dall’inizio, già estrarre l’uranio è un’operazione altamente inquinante, poi c’è il rischio degli incidenti, c’è il problema delle scorie che non sappiamo come gestire, non ne abbiamo la minima idea, alcune rimangono per millenni, è come se dovessimo smaltire i rifiuti degli antichi egizi.
ll Giappone ci mostra che il peggio non lo si può mai escludere.”


Charlotte Mijeon continua poi parlando del suo paese “…quello che è sicuro è che la Francia non è soggetta allo stesso pericolo sismico, anche se un rischio esiste ma siamo comunque meno organizzati e protetti del Giappone ancora meno di quanto abbia certificato l’edf  la maggiore azienda francese distributrice e produttrice di energia che ha fatto pressioni perché questa vulnerabilità non fosse riconosciuta per non essere costretta a sostenere dei lavori di ristrutturazione delle centrali nucleari che sarebbero molto costosi, oltre a questo sappiamo che le centrali francesi più vecchie accumulano tutta una serie di anomalie generiche che le rende vulnerabili.
In Francia ci sono 34 reattori nei quali esiste un difetto nei sistemi di sicurezza e nella stabilizzazione nel liquido di raffreddamento in caso di incidente, ci sono 19 reattori dove c’è un problema di usura precoce nei generatori di sicurezza, molti elementi sono sensibili al rischio sismico e inoltre ci sono molte centrali che sono state posizionate in luoghi dove la possibilità di terremoto è reale. Un esempio è la centrale vicino all’ Alsaziana che si trova vicino ad una falda sismica, ma penso anche alla centrale di Bugey non lontano da Lione che ha ormai 30 anni e che ugualmente si trova in una zona a rischio terremoti, quindi bisogna prendere la situazione sul serio, senza aspettare che succeda qualcosa prima di decidere di affrontare la situazione.”
Tokyo, 16-03-2011
Viene fuori poi grazie a wikileaks che nel dicembre 2008 un funzionario dell’agenzia internazionale atomica disse ai giapponesi che le norme di sicurezza delle sue centrali erano superate e che un violento sisma avrebbe posto “problemi seri” agli impianti.
Un altro cable americano rivelato da Wikileaks cita la preoccupazione e i dubbi di un esperto: le procedure per proteggere le centrali dai terremoti – diceva – sono state aggoirnate solo tre volte negli ultimi 35 anni. Già nel luglio 2007 un sisma di magnitudo 6,8 danneggiò l’impianto di Kashiwazaki-Karuwa, il più grande del mondo con i suoi sette reattori: il primo giorno la Tepco minimizzò i danni per poi ammettere 24 ore dopo che i progettisti non avevano preso in considerazione l’eventualità di un terremoto così devastante.


La gestione della crisi, secondo quanto risulta dai dispacci diplomatici statunitensi diffusi da WikiLeaks e letti da El Pais, suscitò la forte irritazione del governo di Tokyo, e l’allora premier Shinzo Abe criticò il fatto che i rapporti fossero arrivati tardi: “Le centrali nucleari non possono funzionare senza la fiducia dei cittadini, e la rapidità e la trasparenza dell’informazione sono necessarie per ottenere tale fiducia”.
D’altra parte, scrive oggi dal Telegraph citando altri calbles di Wikileaks, le autorità giapponese si opposero con successo, nel 2009, alla sentenza emessa da una corte per chiudere una centrale, perchè ritenuta insicura in caso di sisma. “L’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industriale ritiene che il reattore sia sicuro e che tutti i test di sicurezza siano stati condotti in modo appropriato”,riferirono i diplomatici Usa.
Eppure pochi mesi prima, ottobre 2008, un deputato giapponese denunciò a diplomatici Usa pratiche di insabbiamento degli incidenti nucleari da parte del governo di Tokyo.
Sono le grandi compagnie elettriche, sosteneva Taro Kono, a nascondere i costi di trattamento del combustibile e i problemi di sicurezza del nucleare. Il ministro dell’Industria passa al Parlamento solo le informazioni che non contraddicono la politica nucleare – si legge nel cable – e non abbiamo un sito ad elevata sicurezza per lo stoiccaggio delle scorie. “Ammesso che – conlcudeva Kono – nel paese dei vulcani e dei terremoti sia davvero sicuro piazzare le scorie nel sottosuolo”


Ad oggi come stanno le cose? un nuovo incendio è scoppiato nella centrale nucleare di Fukushima, gravemente danneggiata dal sisma di venerdì scorso. Le fiamme sono divampate presso il reattore 4 per poi spegnersi da sole, mentre un nuovo problema è sorto anche nel reattore numero 3, dove si è innalzata una nube di fumo. Secondo fonti del governo di Tokyo, la capsula di contenimento di quest’ultimo reattore potrebbe essere non più integra.


L’elicottero da carico inviato dalle forze armate giapponesi a riversare acqua sul reattore 3 della centrale che si teme abbia subito danni alla vasca di contenimento.


Da ore dal reattore esce una nube di vapore. Il fallimento dell’operazione, che sarebbe verosimilmente dovuto all’eccessivo tasso di radioattivita’ intorno all’impianto, è stato riferito dall’agenzia di stampa ‘Kyodo’, che cita fonti del ministero della Difesa.


I lavoratori stamani allontanati dal complesso nucleare possono ora tornare. Tokyo Electric Power, che gestisce la centrale, ha comunicato che gli operatori si trovano attualmente a circa 500 metri dal sito. Il Governo aveva ordinato al personale di allontanarsi questa mattina presto a causa di un aumento di radiazioni e aveva quindi sospeso temporaneamente gli sforzi per il raffreddamento dei reattori surriscaldati.


Le radiazioni presenti oltre il raggio di 20 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima “non costituiscono un pericolo immediato per la salute”, ha dichiarato in mattinata il portavoce del governo giapponese, Yukio Edano.


Circa il 70% delle barre di combustibile dei reattori 1 e 2 della centrale di Fukushima sono state lesionate dall’eccesso di calore a seguito della crisi dei sistemi di raffreddamento dopo il sisma di venerdì. Lo ha riferito oggi l’ambasciata italiana a Tokyo in una comunicazione rivolta ai connazionali e pubblicata sul suo sito internet.




La vasca che contiene il combustibile esausto del reattore 4 costituisce la “principale preoccupazione” per i tecnici al lavoro nella centrale giapponese di Fukushima, dato il rischio di contaminazione radioattiva “direttamente nell’atmosfera”, affermano gli esperti dell’Authority francese per la Sicurezza Nucleare (Asn). Il livello del liquido che riempie la vasca sta infatti calando progressivamente, fatto che potrebbe portare a un’esplosione in grado di disseminare direttamente nell’atmosfera delle scorie radioattive.
L’Asn giudica inoltre “preoccupante” la situazione del reattore 3, la cui capsula di contenimento potrebbe essere danneggiata; simili timori esistono anche per il reattore 2 mentre il reattore 1 appare invece ancora integro.
Il presidente francese Nicolas Sarkozy convocherà una riunione del G20 – del quale la Francia ha la presidenza di turno – per discutere delle opzioni energetiche dopo il disastro in Giappone.




fonti


radio popolare
rainews24
sortirdunucleaire.org

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One Response to Giappone: tsunami terremoto catastrofe nucleare

  1. sei spettacolre tu!!!!! grazie grazie grazie è utilissimo questo post.
    ci ho messo più di mezz’ora per prestargli la dovuta attenzione, per leggerlo e aggiornarmi in tempo reale [grazie san google] le notizie che hai messo insieme, che nel frattempo sono decisamente peggiorate come sai meglio di me vista la passione che hai posto in questa ricerca e assemblamento.
    un articolo davvero completo, molto interessante soprattutto e utile, per chi magari è un po’ pigro e non ha la voglia/pazienza di cercarsi notizie.

    hai sintetizzato una quantità di dati impressionante e messo in evidenza i punti chiave dell’utilizzo dell’energia nucleare, i punti deboli che purtroppo sono fin troppi e non giustificano in alcun modo il rischio cui si espone la popolazione.

    sono sempre stata contraria al nucleare perchè, da ignorante, ho sempre considerato che il prezzo da pagare per correre il rischio di una contaminazione era (ed è) troppo alto a fronte di una fornitura di energia che può essere fornita in modi sicuramente alternativi e meno pericolosi.
    adesso, da persona un po’ più informata, riconfermo la stessa identica opinione.
    non è minimamente accettabile che qualcuno possa solo rischiare di morire per far sì che io abbia un comodo condizionatore in casa…….

    un bacio Kia, sei forte :))
    Bibi

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