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Ikigai: la formula della felicità

Leggo l’articolo del The Guardian “Vuoi vivere più a lungo? trova il tuo ikigai” e non posso fare a meno di chiedermi da dove provenga quest’ansia, questa strenua rincorsa verso l’essenza della felicità, questa continua ricerca verso il dover esser per forza felici, sempre e sino a che ogni minuscola cellula del nostro corpo non lo sia.

Sbaglio o qualcuno una volta disse che per apprezzare un bel cielo stellato bisogna aspettare prima che abbia finito di piovere?

Insomma il senso del qui e ora non renderebbe migliori le cose?

Per i giapponesi sembra proprio che il senso della felicità coincida con l’ Ikigai (生き甲斐) ossia ” un motivo per essere” insomma quello che ci fa alzare la mattina dal letto.

Pensiamoci: niente deve davvero esser fatto, in ogni momento abbiamo una scelta.

Ovviamente quella scelta poi porterà a delle conseguenze, ad esempio, stamattina decido che non mi alzo dal letto, questa decisione porterà a delle conseguenze.

Quindi, forse, sarebbe più corretto dire che non desideriamo, ad esempio, affrontare le conseguenze del fatto che questa mattina non ci siamo alzati dal letto.

Sembra una questione semantica ma no lo è. Riflettiamoci un momento.

Se l’ hygge (da “hyggja”  ossia “pensare, sentirsi soddisfatti”), l’ormai famoso metodo danese per farci sentire appagati in luoghi accoglienti e confortevoli, non funziona, forse è meglio chiedere consiglio all’ikigai.

Non rallentiamo, come dicevano i dansi bensì alziamoci e troviamo le nostre ragioni di vita.

Ikigai fa riferimento proprio a tutti i gesti, i pensieri, le decisioni che ci portano a sentirci meglio e più a nostro agio nelle nostre vite e saremo Ikigai quando faremo azioni naturali e spontanee.

Ogimi  è un villaggio che si trova sull’isola giapponese di Okinawa, con 3.000 abitanti, ed è anche conosciuto come il “villaggio di longevità”. Qui gli abitanti possiedono la più alta speranza di vita al mondo.

In questo villaggio tutti sono attivi eppure non sembrano stressati a differenza di noi ad esempio, che popoliamo una qualunque città europea, come Milano.

Ma come hanno raggiunto quest’equilibrio? e noi, come lo raggiungiamo?

Hector Garcia autore del libro “Ikigai: The Japanese Secret to a Long and Happy Life” ci suggeisce:

  • Lasciar fluire “Quando entriamo nel flusso perdiamo il senso del tempo. Siete mai stati assorbiti così tanto in un compito da dimenticare di bere o mangiare? – domanda Garcia -. Che tipo di compito era? Notate questi momenti, quando entrate nel flusso, il vostro ikigai potrebbe entrare in gioco proprio in quegli attimi. Se li incrementerete, incrementerete anche la connessione con il vostro ikigai”.
  • “l’ikigai si trova all’intersezione tra ciò che sapete fare e ciò che amate fare” ecco perchè è bene fermarsi ogni tanto e chiedersi: “Perché sto facendo questo?” si inizierà a capire quali sono le cose che facciamo e che veramente ci fanno stare bene.
  • Cambiare le nostre abitudini “quali sono le piccole modifiche nel nostro stile di vita in grado di regalarci più gioia?”

 

 

Cosa amiamo ed in che cosa siamo bravi? partiamo da lì e riflettiamo sui “devo” all’interno delle nostre giornate nell’esplorazione delle nostre vite.

Qualcuno insomma una volta disse “fai ciò che ami e non lavorearai nemmeno un minuto” forse lui aveva trovato il suo ikigai.

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