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Jamie Oliver, l’agnello e il cinghiale

Alle 2 meno 10 di questo pomeriggio su Cielo è stato trasmesso nel programma di Jamie Oliver l’uccisione di un agnello, e quando dico uccisione intendo proprio uccisione: COLTELLO, MANI , COLLO, SANGUE, MORTE.

Il programma è basato su questo cuoco inglese  che gira l’Italia per imparare i trucchi di cucina degli italiani.
In questa puntata trovandosi a casa di questi nostri “compaesani italiani”, nelle Marche, nel momento di dover cucinare tutti insieme “sono andati a prendere la  carne”…cioè si sono recati fuori dalla loro casa nella campagna marchigiana tra i loro agnelli vivi, ne hanno scelto 1, l’hanno portato in disparte, l’hanno sdraiato su un fianco e l’hanno sgozzato.
Sono rimasta disgustata, ho iniziato a piangere.
Poi però mi sono detta che forse è un bene che trasmettano una cosa così perché reale, altrimenti è davvero difficile passare il messaggio che la carne non proviene da una scatoletta ma è un animale (e questo per dovere di cronaca lo diceva anche il cuoco inglese) … forse è la cosa giusta da trasmettere….Il cuoco protagonista del programma commentava ciò che aveva fatto dicendo che in vita  sua avendo cucinato centinaia di agnelli sarebbe stato ipocrita rifiutarsi di ucciderne uno con le proprie mani: in effetti mi sembra più coerente questo pensiero di quello di molti altri che ho sentito.

Il programma poi proseguiva di bene in meglio…la caccia ad un cinghiale con Jamie Oliver molto preoccupato di non “mancare il cinghiale per evitare di fare la figura del fesso”….

I nostri “compaesani” sparano ed ammazzano un cinghiale, un maschio, lo trascinano per la campagna verso casa tenendolo appeso per la bocca e le zampe anteriori…

…poi lo appendono in cortile e lo scuoiano…il tutto con una bimba in braccio alla mamma- suppongo- che gioisce festosa….

Nel frattempo la visione di un gatto che mangia da un recipiente le interiora del cinghiale appena ucciso allieta la scena.
Jamie Oliver, infine, asserisce che è bello vedere una bambina che non piange e non è disgustata da ciò che sta avvenendo sotto i suoi occhi, ed anzi vorrebbe  farlo anche lui con suo figlio, magari portandolo a pesca o a caccia, “pulendo” l’animale e cucinandolo  …”perché nella vita non è tutto rose e fiori” ed “è giusto far vedere anche queste cose ad un bambino…”

Infine…tutti felici in piazza a cucinare il cinghiale appena fatto a pezzi….


Ora forse è un bene che vengano trasmesse certe cose fintanto che la gente non si renderà conto di cosa vuol dire continuare a mangiare animali: in quanto….PERCHE’  TU POSSA AVERE UNA FETTA DI CARNE NEL PIATTO QUALCUNO AL TUO POSTO HA FATTO NASCERE E CRESCERE UN ANIMALE, LO HA POI UCCISO, SCUOIATO, TAGLIATO A PEZZI E RIPOSTO IN QUELLE VASCHETTE CHE TU POI COMPRI NEL BANCO FRIGO DEL SUPERMERCATO.
A CAUSA DI UNA TUA SCELTA (PERCHE’ UNA TUA RICHIESTA: DOMANDA=OFFERTA) UN ANIMALE E’ MORTO.

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5 Responses to Jamie Oliver, l’agnello e il cinghiale

  1. condivido i tuoi pensieri.. meno male che non sto più guardando la tv va’!!!

  2. sottoscrivo :,(

    Bea

  3. condivido anch’io…siamo alle solite…la tv fa spettacolo e poca informazione…

  4. Ciao! Condivido quello che scrivi, e posso dirti che ho fatto la scelta di non mangiare carne forse proprio perché nella mia famiglia se ne è sempre mangiata tanta (troppa), ma ho sempre visto “da dove veniva”, perché mio papà oltre che allevare conigli è anche un cacciatore. E (quando è passato il periodo in cui, da piccola, vedi i tuoi genitori quasi con ammirazione – qualsiasi cosa facciano) mi sono chiesta “perchè” non mi piacesse la carne (non una volta cotta… ma quella da preparare), perchè non mi piacesse neanche prenderla in mano e toccarla quando mia mamma mi chiedeva di preparare la cena, perchè non mi piaceva l’odore ecc.. Forse perchè sapevo come era fatto un animale e non solo perchè lo vedevo cotto nel piatto, ma perchè me lo vedevo appeso in garage tutte le volte che mio papà tornava da caccia. Adesso che non la mangio più da tempo, se vedo un animale scuoiato mi viene davvero il vomito (una volta non pensavo neanche che fosse possibile, ma a volte mi sembra di essere più sensibile di quando ero onnivora, è normale?).
    Secondo me questo tipo di programmi forse può essere utile a “svegliare la coscienza di molti” o almeno DI CHI VUOLE ASCOLTARE O PERLOMENO PRENDE COSCIENZA DEL PROBLEMA (perchè come non sono riuscita a fare cambiare opinione alla mia famiglia – che mi vede ancora come una marziana – purtroppo continueranno ad esserci quelli che, anche vedendo simili programmi non sentiranno niente dentro di loro, non si sentiranno cambiati come piano piano mi sono sentita io).

  5. @Sibia…per me è sempre troppa, dovrei darci un taglio e smettere anch’io!
    @bea ^__^
    @Serendipity …in effetti esattamente quello per cui è stata creata… : (
    @Carlotta che quando si diventa vegetariani e ancor di più vegan si diventa anche più sensibili è assolutamente fuori dubbio, forse solo perché ci si rende davvero conto di quello che quotidianamente la nostra civilizzatissima società fa’ con delle creature viventi, ci si inorridisce con quel che è successo nella storia umana senza accorgersi che tutti i giorni accade a migliaia di migliaia di vittime non umane…forse hai ragione tu quando dici che non peggior sordo di chi non vuol sentire ma daccanto mio io continuerò ad urlare fino a che sarò viva e fino a che poveri esseri viventi saranno trasformati in merce.
    Un abbraccio forte, ^__^

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