L’albero del sapone

Sapete, esiste un prodotto molto efficace, certificato dal commercio equo, alternativo al detersivo tradizionale, completamente biodegradabile ed a ph neutro (rispettoso quindi sia del corpo che dell’ambiente) in grado anche di farci risparmiare…

le «noci del sapone» ….

basta inserirne quattro in un sacchettino di cotone riutilizzabile e poi metterlo tra la biancheria nel cestello della lavatrice quindi scegliere il programma di lavaggio e via…il detergente biologico si dimostrerà efficace per tutta la biancheria e quello che è rimasto delle noci lo si getta tra i residui organici, sentendosi fieri di aver inquinato un po’ meno.

Insomma, la noce di sapone è davvero in grado di produrre una pulizia delicata, senza l’uso di coloranti o conservanti, ed evitando anche il ricorso all’ammorbidente. Solo le macchie molto resistenti non vengono completamente eliminate, così come accade anche con i detergenti tradizionali ed ecologici: in quei casi può bastare un veloce prelavaggio della macchia con del sapone di Marsiglia.

Le piccole aziende che distribuiscono in Europa le noci del sapone suggeriscono di utilizzarle in particolare per capi di bambini e per persone con allergie o problemi cutanei, ma anche per le pulizie in cucina e in bagno, o addirittura come decotto per la pulizia degli animali domestici.

Le noci del sapone [sapindus mukorossi] sono usate come detergenti in alcune regioni dell’Asia da secoli. L’«albero del sapone» è molto diffuso nel sud dell’India e in Nepal, dove raggiunge quindici metri di altezza. In primavera è ornato da spelindidi fiori bianchi, e in autunno, raggiunta la maturazione che dona al frutto un bel colore dorato, avviene la raccolta delle noci. Dopo essere state essicate, perdono la loro naturale collosità e vengono aperte. Il seme rotondo e nero viene utilizzato per la riproduzione della pianta, ideale per i progetti di riforestazione, e per i lavaggi. Le noci contengono infatti la saponina, elemento naturale che svolge una funzione di antiparassitario e che a contatto con l’acqua si scioglie mostrando sorpredenti proprietà detergenti.

Qualche grande azienda occidentale utilizza quei gusci per produrre saponi, ma la lavorazione prevede l’aggiunta di grandi quantità di additivi chimici, che in realtà non ne aumentano in modo significativo le proprietà lavanti.

I costi? Un chilogrammo di noci del sapone costa venti euro ed è sufficiente per un nucleo di quattro persone per un anno circa [le noci possono essere riutilizzate per un paio di lavaggi], eseguendo due o tre lavaggi a settimana. Considerando che non occorre prendere neanche l’ammorbidente, arriviamo a risparmiare circa il cinquanta per cento rispetto ai detersivi tradizionali, quelli per i quali paghiamo anche la pubblicità «più bianco non si può».

di Gianluca Carmosino fonte qui.

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