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Menù da cani

(rispetto chi ha scelto diversamente, ossia di nutrire con una dieta vegan i propri amici pelosi, nello stesso tempo però chiedo lo stesso rispetto da parte di chi leggerà questo pezzo per la mia scelta)

 

stringa_e_liu_un_menu_da_caniChi è mamma o papà di un piccolo peloso a quattro zampe che abbaia e che ti ama più della sua stessa vita non può che ricambiare quest’amore con attenzioni e amore incondizionato.

Oltre che delle regole, una buona educazione, il gioco, le passeggiate, la cuccia perfetta, le visite dal veterinario, le vacanze e le coccole una delle cose che impegna ogni genitore di peloso è la pappa.

Ebbene di solito la scelta si limita a secco o umido, alla scelta della marca migliore e nei casi più particolari ad una pappa pronta (croccantini o umido) diet, anallergica o senior.

Ebbene da circa dieci mesi invece per i miei due piccoli mostri la loro pappa è fatta in casa e fresca.

Ed è stata una rivoluzione tanto per me quanto per loro.

Chiarisco innanzitutto un punto: sono vegan e per scelta etica ho deciso da molto tempo (sono vegetariana dall’età di 18 anni e vegana da 9 anni) di non utilizzare alcuna parte di alcun animale nè per alimentazione nè per altri scopi. Ritengo sia una scelta non solo possibile ma anche assolutamente saggia per noi umani. I miei cani invece non sono vegan nè vegetariani. Di tanto in tanto hanno pasti vegetariani o vegan ed adorano la frutta. Quindi pur essendo consapevole che un’alimentazione vegana per i cani (non per i gatti!) è possibile, per quanto mi riguarda non la ritengo la scelta più saggia.

Non voglio addentrarmi in quest’argomento, rispetto chi ha scelto diversamente e nello stesso tempo chiedo lo stesso rispetto da parte di chi leggerà questo pezzo per la mia scelta.

Come sempre parlo di qualcosa che vivo tutti i giorni quindi mi sento di poter dare dei consigli a chi intraprenderà la mia stessa strada semplicemnte per l’esperienza che ho acquisito in questi mesi.

I miei cani hanno sempre mangiato alimenti secchi ed umidi “di qualità” come amavo pensare. Quindi ho sempre preferito marchi come Almo o Forza10 o Amì di tanto in tanto (niente purina, pedigree o freskies insomma, sia per una questione etica che di salute).

Principalmente ho sempre preferito il secco, quindi crocchette, alternate ogni tanto a qualche pappa umida.

Tengo a precisare che i miei piccoli godono di ottima salute: Liu, femmina di Fox Terrier/Meticcia ha quasi 17 anni e Stringa, maschietto (suo figlio) è un peloso di 11 anni (e chi mi segue su Instagram ormai li conosce bene).

liu

stringaCon l’età, alcuni piccoli acciacchi si fanno sentire (lievi tremori in alcune posizioni o stanchezza dopo una lunga passeggiata) ma nel complesso ritengo (ed anche il mio veterinario la pensa così) godano di ottima salute.

Ma parliamo del loro menù.

Ebbene la scelta di non dare più loro cibo industriale pronto, perchè è di questo che si tratta, è avvenuta con estrema decisione dopo aver visto la puntata di Report di Sabrina Giannini dal titolo “Troppa trippa” del 6 dicembre 2015.

Ebbene, dopo aver preso reale coscienza a cosa stavo sottoponendo i miei cani ho deciso che da quel momento in poi le cose sarebbero cambiate.

Il giorno successivo alla messa in onda del servizio (che suggerisco di vedere) ho ordinato il libro di Giacomo Biagi “Un menù da cani” (ed ho regalato ad un’amica “Un menù da gatti) ed in qualche giorno l’ho ricevuto a casa (poi ho scoperto che a seguito di quella puntata il libro è andato letteralmente a ruba).

giacomo_biagi_un_menu_da_caniEbbene, il libro è una miniera di informazioni utili.

E’ suddiviso in diverse parti: le caratteristiche di una dieta corretta, i fabbisogni nutrizionali, le gestione dell’alimentazione, la dieta, gli alimenti da evitare ed i miti da sfatare, è completo di tabelle nutrizionali e riferimenti scientifici.

Giacomo Biagi è un veterinario, professore associato presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna dove tiene, tra gli altri, il corso di “alimentazione degli animali da compagnia”.

Un esempio che mi ha colpito, che si trova nella parte sui “miti da sfatare” in fatto di alimentazione canina, riguarda l’abitudine di risciacquare la pasta per “eliminare” l’amido o quello sui cosiddetti poteri di aglio e lievito di birra come repellenti per pulci e zecche o ancora quello che indica che il cane per stare bene deve digiunare una volta la settimana o ancora che deve mangiare una sola volta al giorno.

Insomma, indipendentemente da quello che deciderete sull’alimetazione dei vostri amici, questo libro dovrebbe essere letto almeno una volta da qualunque umano affidatatrio di Canis lupus familiaris.

Dopo averlo letto, appuntato, pasticciato… insomma bistrattato, ho selezionato quattro menù alimentari per i miei piccoli, tutti indicati nella parte “alimentazione senior” vista l’età di Stringa e Liu.

Con il tempo ho compreso quali sono i pasti preferiti ma in realtà le considerazioni che ho fatto, con il tempo appunto, sono state queste:

-mangiano tutto sempre con gusto ma senza voracità

-mangiano tre volte al giorno esattamente come me

-bevono molto meno di prima

-le feci sono perfette e regolari

-non è stato necessario alcun periodo di adattamento

-hanno iniziato ad apprezzare le verdure crude esattamente come tutto il resto del cibo che mangiano

-non c’è più ombra di forfora sul loro manto

-non richiedono più cibo dal tavolo

-l’alito va molto meglio(!!!)

Certo i contro riguardano certamente gli aspetti etici (che potevano sembrare “meno duri” acquistando cibo pronto perchè meno visibili…ma in realtà era solo un’impressione) e l’aspetto di comodità.

Il primo: dover acquistare “alimenti” che non acquisterei, che non cucinerei e che non “manipolerei”; il secondo: dover cucinare anche quando per me basterebbe una bella insalata.

Ebbene, dal punto di vista etico bisogna, a mio parere, superare il gap pensando: ad un’orca non daremmo certo del tofu perchè in natura si ciberebbe di pesci, ecco allo stesso modo i cani in natura caccerebbero nutrendosi di lepri, piccoli uccelli o piccoli roditori.

Questo non lo dico per semplice apprendimento da libri o documentari, bensì per il fatto che undici anni fa, quando trovai ed adottai Liu, lei, sì proprio lei,  viveva nutrendosi in questo modo. Liu, infatti, viveva allo stato “naturale” essendo stata abbandonata in campagna e di fatto si era dovuta adattare industriandosi per sopravvivere, cacciando.

Quindi, a mio avviso, l’unica cosa che mi sento di consigliare è una scelta “critica”: nulla che provenga da allevamenti intensivi, niente grande distribuizione e se possibile adottare quelle scelte “etiche” e “salutari” che adotteremmo per quei componenti in una famiglia che hanno deciso di non praticare una scelta veg (etariana/ana).

Pesce non da allevamento e non in via d’estinzione, formaggio proveniente da mucche e capre di montagna, carne e uova provenienti rispettivamente da allevamento di mucche di montagna che pascolano e galline che vivono all’aperto.

Tengo a precisare che la scelta non è senza fatica sotto moltissimi punti di vista ma certamente non è ipocrita.

Per quanto riguarda invece la parte di praticità ebbene, come in tutto, basta solo un po’ di organizzazione: preparare i pasti la sera per il giorno successivo rende le cose più facili.

Tagliare le verdure la mattina riponendole in un tupperware in frigo per poterle avere pronte.

Usare la cottura a vapore, olio extravergine crudo, riso e pasta integrale biologica da cuocere la sera ed avere pronta per i tre pasti del giorno successivo sono ormai le scelte più pratiche e sensate.

E poi, infine, per scelta ho deciso di non aggiungere l’interatore commerciale citato nel libro (di Bayer), invece preparo la polvere di gusci d’uovo di galline libere e felici che vado ad aggiungere alla pappa dei piccoli.

Vi invito a provare, sperimentare e testare con i vostri occhi questa rivoluzione, una volta provata non credo tornerete più indietro e nemmeno i vostri piccoli pelosi.

Dal punto di vista economico vi assicuro che non cambierà assolutamente nulla quindi non fatevi spaventare da quest’aspetto.

 

Rispetto chi ha scelto diversamente e nello stesso tempo chiedo lo stesso rispetto da parte di chi leggerà questo pezzo per la mia scelta.

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