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Navdanaya, agricoltura sostenibile in India


150.000 agricoltori indiani si sono suicidati tra il 2001 e il 2007. In particolare questa pratica è diffusa nel villaggio di Vidarbha , al centro della cotton belt ora nota come suicide belt. Gli agricoltori arrivano al suicidio per via dei debiti, contratti per comprare semi sterili sotto brevetto, da piantare in monoculture che richiedono alte dosi di fitofarmaci. Ne parlavamo qualche giorno fa su ecoblog e torniamo sull’argomento con una buona notizia sentita a Terra Futura.
Per cercare di arginare questa piaga sono nate iniziative come le banche dei semi locali, che difendono sia la biodiversità agricola che le possibilità di sopravvivenza degli agricoltori. Il progetto Navdanaya, oltre a rendere disponibili sementi, ha promosso la ricostruzione di una filiera dal basso, basata su coltivazioni biologiche. Nel dicembre 2007 c’è stato il primo raccolto di cotone, che è stato filato, tessuto e portato sul mercato.
Chi volesse supportare questo progetto può adottare un seme, donando una piccola somma per aiutare le banche dei semi, oppure può adottare un acro di terreno, per aiutare un agricoltore a convertirsi al biologico, seguendo un corso di formazione e ricevendo un kit con semi, aiuti per l’irrigazione e per la vendita. Per chi volesse impegnarsi ancora più a fondo ci sono le adozioni di un agricoltore (5 acri) o un intero villaggio (10 famiglie).
filiera del cotone biologico in India
ecoblog.it

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2 Responses to Navdanaya, agricoltura sostenibile in India

  1. è molto interessante…grazie

  2. non c’è di chè! 😉 felice d’esserti stata utile!

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