Home » Democrazia e Libertà, Ecosostenibilità, Informazione, Scienza » Prima approvazione siti e costruzione centrali nucleari in Italia

Prima approvazione siti e costruzione centrali nucleari in Italia

Nucleare contro energie rinnovabili: e’ il quadro che si è presentato il 15 marzo alla Camera, quando è iniziato l’esame del decreto legislativo per identificare i siti per le nuove centrali.

Oggi si sono votate a Montecitorio le mozioni di Pd e Fli che chiedono il ripristino degli incentivi a favore delle fonti rinnovabili.  A infiammare il confronto ci ha pensato il “niet” di Pdl e Lega alla richiesta delle opposizioni di discutere alla Camera due mozioni, del Pd e di Fli, che impegnano il governo a modificare il decreto del ministro Romani sulle energie rinnovabili, ripristinando gli incentivi. Ma in conferenza dei capigruppo la maggioranza
non l’ha avuta vinta, cosi’ l’iniziativa dei democratici e dei futuristi e’ stata messa all’ordine del giorno dei documenti nella quota che spetta di diritto alle minoranze.
Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo ha chiarito che dopo l’incidente di Fukushima la “linea del governo non cambia”, ed ha ha intimato di evitare “speculazioni, usando situazioni che non hanno alcuna analogia”. Simili le parole del ministro Renato Brunetta: “il governo andra’ avanti; non si puo’ decidere uno stop in base ad eventi ancora confusi”.
Non la pensa cosi’ il centrosinistra: Pd e Idv hanno chiesto almeno di “sospendere” l’esame del decreto. Ermete Realacci (Pd) ha reso noto un sondaggio effettuato prima dell’incidente in Giappone secondo cui solo il 32% degli italiani e’ favorevole al ritorno all’atomo, il 10% e’ indeciso e il 58% e’ contrario. E se il governo vorra’ andare avanti, ha detto Antonio Di Pietro, sara’ fermato a giugno dal referendum. Emma Bonino ha sottolineato che quella nucleare non e’ conveniente: “Investire 30 miliardi di euro pubblici per ottenere il 4% di consumo di energia tra 20 anni non ha senso economico”. Pier Ferdinando Casini, invece, ha ribadito il suo appoggio al ripristino delle centrali atomiche, cosi’ come Enzo Raisi a nome di Fli. Ma per la prima volta dubbi sorgono all’interno del centrodestra. A farsene portavoce e’ Fabio Rampelli, ex An, che chiede un “ripensamento” sulle centrali di terza generazione (quelle che si appresta a costruire l’Italia). E un invito alla “riflessione” e’ arrivato anche da Francesco Storace e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, forse preoccupati dall’eventuale localizzazione nel Lazio di una centrale. Secondo il Pd, infatti, il governo ha gia’ una mappa dei possibili siti, quella del Cnen del 1979, che sara’tenuta pero’ nascosta- sostengono i democratici- fino all’approvazione del decreto.
Oggi le Commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera hanno dato parere favorevole, con condizioni, allo schema di decreto legislativo correttivo del decreto per la localizzazione dei siti e la costruzione di centrali nucleari. La proposta di parere è stata votata dalla maggioranza, da Fli, dall’Udc, mentre il Pd è uscito dall’aula della commissione e non ha votato e l’Idv ha votato contro. Il provvedimento deve ora passare all’esame del Senato ma, ha riferito il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, è previsto che mercoledì prossimo torni al Consiglio dei ministri per l’approvazione finale.

Nel frattempo il resto del mondo sul disastro nucleare…

Il presidente dell’ autorita’ americana che regola l’attivita’ nucleare in Usa, Gregory Jaczko, ha dichiarato che il serbatoio di stoccaggio del reattore 4 della centrale nucleare di Fukushima non contiene piu’ acqua, il che potrebbe causare livelli ‘estremamente elevati’ di radiazioni. Questo pone degli ostacoli a eventuali misure di intervento”, afferma. “Oltre ai 3 reattori in servizio al momento del sisma, un quarto reattore è motivo di preoccupazione; pensiamo che vi sia stata un’esplosione da idrogeno”.

Il team francese di soccorritori ha lasciato Sendai per ritirarsi 350 km a Nord per il rischio radiazioni. La Francia ha messo a disposizione due aerei di Stato per il rimpatrio dei suoi connazionali. Il bilancio provvisorio tra morti e dispersi ormai sfiora le 13mila unità e i feriti sono 2.282 (una cifra che però probabilmente è sottovalutata).
E mentre continuano a susseguirsi violente scosse di assestamento, sono 450mila le persone alloggiate in ricoveri temporanei, in condizioni sempre peggiori. Sulle zone terremotate e devastate dallo ‘tsunami’ è tornato il gelo e ha preso a nevicare in abbondanza, ostacolando i soccorsi e rendendo ancora più penose le condizioni di vita dei superstiti.

Nella centrale atomica di Fukushima si continua a combattere per raffreddare i reattori ed allontanare lo spettro di un ‘fall-out’ radioattivo; ma i tentativi finora messi in campo si sono rivelati vani. Un elicottero militare, che avrebbe dovuto scaricare acqua sul reattore numero tre dell’impianto, l’unico in cui si utilizza plutonio, dal quale da ore fuoriesce una fitta nube di vapore, è tornato indietro a causa del livello troppo elevato di radiazioni intorno al complesso. Gli Usa, che hanno fornito gli aerei senza pilota, impediranno al proprio personale di avvicinarsi a meno di 80 chilometri dal’ impianto senza un’autorizzazione speciale. A breve ci si riproverà con cannoni ad acqua, ma per capire cosa sta accadendo un drone messo a disposizione dagli Usa sorvolerà l’area.
L’Aiea ha confermato danni “molto seri” nel nucleo di tre reattori (ma sono quattro quelli che hanno problemi) e il direttore dell’agenzia Onu, Yukuya Amano, domani fara’ una ricognizione sul posto per aiutare a gestire la crisi.
A destare maggiore preoccupazione sono i reattori 3 e 4 dell’impianto. Il commissario all’Energia dell’Ue, Guenther Oettingher, ha detto che le autorità nipponiche hanno perso il controllo della situazione e che nelle prossime ore potrebbero esserci “eventi catastrofici”. La Francia considera “cruciali” le prossime 48 ore nella centrale e non esclude che, nel peggiore scenario, si tratti di un disastro più grave di Chernobyl. Il presidente francese Nicolas Sarkozy convocherà una riunione del G20 – del quale la Francia ha la presidenza di turno – per discutere delle opzioni energetiche dopo il disastro in Giappone.
Circa il 70% delle barre di combustibile dei reattori 1 e 2 della centrale giapponese di Fukushima sono state lesionate dall’eccesso di calore a seguito della crisi dei sistemi di raffreddamento dopo il sisma di venerdì.
Il capo dell’Agenzia atomica russa, Serghiei Kirienko, ha affermato che la crisi nucleare in Giappone si sta sviluppando secondo lo scenario peggiore.
La vasca che contiene il combustibile esausto del reattore numero quattro costituisce la “principale preoccupazione” per i tecnici al lavoro nella centrale giapponese di Fukushima, dato il rischio di contaminazione radioattiva “direttamente nell’atmosfera”, affermano gli esperti dell’Authority francese per la Sicurezza Nucleare (Asn). Il livello del liquido che riempie la vasca sta infatti calando progressivamente, fatto che potrebbe portare a un’esplosione in grado di disseminare direttamente nell’atmosfera delle scorie radioattive. L’Asn giudica inoltre “preoccupante” la situazione del reattore numero tre, la cui capsula di contenimento potrebbe essere danneggiata; simili timori esistono anche per il reattore numero due mentre il reattore uno appare invece ancora integro.

Oggi l’imperatore Akihito in persona si è appellato ai sudditi per esprimere il proprio dolore, implorarli di mantenere la calma e di dare prova di solidarietà nei confronti dei connazionali. E intanto l’Ue ha ordinato controlli su tutti gli alimenti importati dal Giappone.

L’Europa teme l’apocalisse nucleare giapponese…cosi’ Nicolas Sarkozy, che guida un paese fondato sull’energia nucleare, chiede che il G20 si riunisca per immaginare le opzioni alternative. Ma intanto i politici europei, a parte Angela Merkel che deve fare i conti con un partito verde arrivato in Germania al 18% nei sondaggi, non riescono a pensare un futuro senza energia atomica: anche perche’ il costo della rinuncia rischia di diventare insostenibile a breve termine. Il fatto stesso che il Giappone abbia dovuto spegnere i suoi impianti fara’ schizzare in alto i prezzi del gas. E gli effetti sulle quotazioni del petrolio, stando alla stima del ministro delle finanze russo, saranno devastanti: il barile potrebbe arrivare a 150-200 dollari. A lungo termine la situazione non e’ migliore. Il perche’ lo spiegano a Bruxelles: la stessa Germania che nel 2050 punta a ricavare l’80% della sua energia dalle fonti rinnovabili, non ha una rete di distribuzione adeguata. … Solo per adattare la rete europea alle ‘rinnovabili’ serviranno, secondo una proposta che la Commissione europea presentera’ a giugno prossimo, serviranno investimenti dell’ordine di 200 miliardi di euro. Cosi’ ecco che la Ue da una parte piange i morti, dall’altra raccomanda di fare i controlli sui (pochi) alimenti importati ed intanto si prepara a fare i conti con un futuro ancora tutto da decifrare.
Per lunedi’ prossimo e’ stato convocato un consiglio straordinario dei ministri dell’Energia che dovranno cercare di capire come affrontare il mix delle crisi libica e giapponese. …Intanto i governi nazionali sul nucleare non cambiano idea. Tutti pronti a fare i test di resistenza, ma non a seguire l’esempio della Merkel che in Germania chiude sette centrali.

Sull’energia atomica non cambiano idea a Palazzo Chigi, dove il piano nucleare deve andare avanti nonostante i veti annunciati da tutti i governatori regionali. Ma magari ci si augura che alla fine sia “una riflessione europea” a dare la linea. Certamente non cambiano idea in Francia, dove con l’atomo si copre l’80% dei bisogni e dove il ministro Besson continua a definire – senza concessioni al contradditorio – “il nucleare civile un vantaggio”. Neppure in Gran Bretagna, dove il premier Cameron e’ convinto che l’atomo debba continuare a far parte del mix energetico del Regno sia pure “imparando la lezione del Giappone”. Cosa che non sembra interessare Medvedev e Erdogan, che proprio oggi da Mosca annunciano che entro un paio di mesi partira’ la costruzione della centrale turca di Akkuyu. In piena zona ad altissimo rischio sismico.

Nichi Vendola, intervistato da Pierluigi Mele dice: “Credo che la tragedia giapponese debba suscitare in tutto il mondo una vera, e approfondita pausa di riflessione. L’impressione è che tutti i paesi più grandi, più industrializzati vivano il trauma della catastrofe nucleare nella centrale giapponese, davvero come un punto di cesura rispetto al passato”. Niente paragoni con l’11 settembre, ma quanto accaduto in Giappone cambia le cose nel mondo e in Italia.”…abbiamo visto la lobby nuclearista affidarsi a dei guru, diciamo così “scientifici” che basavano la loro fede nuclearista sulla rievocazione del calcolo probabilistico; bene , in trentadue anni abbiamo avuto nel mondo tre incidenti rilevanti: Three Mile Island nel 1979 negli Usa, nel 1986 a Chernobyl , in Ucraina e oggi a FukuShima in Giappone. Siamo dinanzi ad un avventurismo pseudo scientifico figlio delle grandi lobbies economiche che si sono arricchite con il nucleare civile e militare (perché ricordo che il nucleare civile è imparentato al nucleare militare entrambi vivono di segreti , di militarizzazione del territorio e di omertà istituzionali) allora io penso che, mentre il mondo riflette sull’avventura nucleare, non è possibile che l’unico governo che dica “andiamo avanti” sia quello italiano con le parole veramente indecenti del Ministro, per così dire, dell’ambiente Stefania Prestigiacomo e con la svagatezza dei vertici dell’Enel che ci raccomanda di non lasciarsi prendere dall’emotività”… “Francamente se ci lasciassimo prendere dall’emotività avremmo reazioni, diciamo, ben più robuste di quelle dichiarazioni di rottura radicale su questo fronte – sostiene Vendola – L’Italia non potrà mai accettare un ritorno al nucleare. Noi ci batteremo con ogni mezzo contro questa follia voluta da quella che oggi rischia di apparire soltanto una cricca criminale”.

fonte
rainews24

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Print Friendly, PDF & Email

Rispondi