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SPERIMENTAZIONE DIDATTICA IN UNIVERSITA’: ESISTE L’OBIEZIONE DI COSCIENZA!

Tra poco le lezioni in università e come tutti gli anni inizieranno anche i laboratori obbligatori.
Io frequento il terzo anno di scienze biologiche alla statale di Milano e vi posso assicurare che in molti laboratori obbligatori di II e III anno sono presenti esperimenti da fare sugli animali, essi siano quaglie o tritoni, ma che significato ha utilizzare degli animali in laboratori puramente didattici e senza alcuno scopo di ricerca ma solo di dimostarzioone di cose che sarebbero altrettanto chiare se viste in diapositive o spiegazioni.
E allora quando taluni si difendono asserendo che la sperimentazione è necessaria per il raggiungimento di conoscenze che potrebbero distruggere cancro e leucemia (come se tutte la sperimentazione animale trattasse di questo) cosa direbbero davanti a casi simili?
Dov’è l’importanza della ricerca in una caso didattico?
…inoltre nessuno a lezione informa gli studenti che si possono rifiutare di fare certe operazioni se non per intero l’esperimento che in molti casi serve per esempio per dimostrare il potere teratogeno o mutageno di sostanze con proprietà ben già note.Quindi, benchè debba comunque per dovere di cronaca dire che nella guida allo studente dell’anno scorso è stato scritto che per chi lo desiderasse c’è la possibilità di obiezione di coscienza per determinate operazioni dadattiche, mi chiedo perchè non creino a disposizione di chi ne necessita programmi alternativi all’utilizzo di animali solo per tali scopi, anche perchè c’è da dire che di uno stesso tipo di laboratorio esistono diverse varianti e ogni variante è destinata a una parte di studenti, di solito suddivisi in base al proprio cognome, quindi a qualche studente potrà capitare di sperimentare tecniche base su Arabidospis (un tipo di pianta) mentre ad altri su Tritoni vivi…perchè tutto questo non viene abolito?
Vi assicuro che ciò che si scopre in questi laboratori lo si può scoprire anche in un paio d’ore di lezione.
Dopo anni dalla sua realizzazione però, la norma di obiezione era ancora totalmente disattesa.
I fondi stanziati per l’acquisto di metodi sostitutivi venivano utilizzati da un esiguo numero di università, e molto spesso per scopi diversi da quelli previsti.
Gli studenti non sono mai stati informati del loro diritto all’obiezione di coscienza, tranne in pochissimi casi.
Anche quando gli studenti sono venuti a conoscenza, tramite le associazioni animaliste, di questo loro diritto, nella grande maggioranza dei casi sono stati sottoposti a ricatti più o meno espliciti da parte dei docenti; in genere, per non compromettere la loro carriera universitaria, gli studenti accettavano di prendere parte alle prove su animali.
Gli studenti universitari sono stati inoltre generalmente sottoposti a una forte pressione psicologica da parte dei docenti tramite frasi del tipo: ” Fate quello che volete tanto poi l’esame dovete farlo con me”, oppure:” Non bisogna essere troppo sensibili verso gli oggetti viventi”. Per questi motivi questa Legge, che pure ha introdotto un principio importantissimo, non si è rivelata sufficiente a ottenere il risultato sperato.
Ma ora con le nuovi leggi in vigore si configurano due possibili situazioni:
l’università utilizza soltanto animali per i corsi di laurea, e non consente agli studenti obiettori di eseguire sperimentazioni di tipo sostitutivo ma in questo caso l’Università è inadempiente nei confronti della Legge 413/93 oppure l’università utilizza sia animali sia metodi sostitutivi, consentendo agli studenti che lo desiderano di superare gli esami e laurearsi senza avere eseguito esercitazioni sugli animali: in questo caso l’Università è inadempiente nei confronti del D.L. 116/92, poiché in presenza di metodi sostitutivi scientificamente validi l’uso di animali non è consentito.
Per le università italiane, dunque, l’unico modo per non essere inadempienti nei confronti di nessuna di queste due leggi consiste nella realizzazione di un unico laboratorio che preveda, per tutti gli studenti, l’utilizzo di metodologie sostitutive.
Ad oggi, circa il 69,2% delle facoltà scientifiche italiane hanno finora risposto positivamente alla proposta di Equivita , rinunciando ai tradizionali esperimenti su animali.
Questo però non avviene alla statale di Milano alla facoltà di scienze biologiche.
Grazie a questi precedenti però si può dimostrare in modo concreto che le prove didattiche su animali, lungi dall’essere necessarie, possono essere convenientemente abolite e sostituite con metodi più umani, più economici, e migliori sul piano didattico.
Quindi quello che mi sento di dire e che tutti voi dovreste passare parola a studenti o futuri studenti di aree come biologia dicendo che è molto importante documentarsi sull’obiezione di coscienza e sulla possibilità che ognuno di noi ha di dire no, perchè i VIVISETTORI iniziano a crescere dall’università!!!

In questo post trovate molti link utili ma non esitate a contattare Lav, Oipa, Equivita ed altre associazioni animaliste per dettagli e strategie e…se qualcuno di voi è un tipo un pò creativo, fate come me…mettete cartelli in bacheca che informano tutti di questa possibilità…la conoscenza prima di tutto per ottenere risultati utili !!!
DOBBIAMO LOTTARE PER LA VITA …E…UN PICCOLO CONSIGLIO…non fatevi intimorire da quei professori che vi diranno che se non credete nella sperimentazione animale allora non farete nulla in campo scientifico, per fortuna i fatti lo smentiscono…e direi che li smentiscono fortemente !!!
La scienza è conoscenza e non morte nè tantomeno onnipotenza!!!

Leggi Equivita!

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