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Vestire di natura e cosa esce da un inceneritore:nuovo numero di aam terranuova

Mi è arrivato il nuovo numero di AAM terranuova, ossia quello di novembre 2008….tra i tanti articoli 2 hanno catturato la mia attenzione.

Il primo dal titolo “cosa esce da un inceneritore?” di Beatrice Salvemini e il secondo “Vestire di natura” di Gabriele Bindi.

Sostanzialmente nel primo vengono chiariti molti punti che probabilmente chiunque di noi si è chiesto almeno una volta nella vita soprattutto dopo ciò che è e sta accadendo in Campania ma non solo, mentre il secondo è una bella inchiesta che analizza da varie angolazioni i tanti aspetti che si celano dietro la produzione (e quindi la scelta) di un “semplice” capo d’abbigliamento.

Da “Cosa esce da un inceneritore?” di Beatrice Salvemini-AamTerranuova nov.2008 n°233

“…bruciare immondizia non significa far sparire cio’ che non vogliamo più sotto gli occhi; i rifiuti escono dai camini degli inceneritori trasformati in polveri inquinanti e residui di questo processo sono costituiti da ceneri tossiche che vanno trattate e stoccate da qualche parte ………gli abitanti della provincia di Lucca , dove in settembre la procura della repubblica ha messo sotto inchiesta i vertici della società che gestiva l’impianto del Pollino perchè accusati di aver truccato i dati sulle emissioni di diossine ….i cittadini datempo lamentavano un gran numero di casi di cancro alle vie respiratorie e l’università di Pisa aveva rivelato tra Viareggio e Pietrasanta un picco di pubertà precoce nelle bambine,…fenomeno correlato alle sostanze della famiglia delle diossine….dai documenti ufficiali europei per l’Italia sono stati registrati 295.5 gr l’anno di diossine , 170.6 gr dei quali prodotti da inceneritori di rifiuti solidi urbani…..295.5 gr equivalgono a quasi 3 miliardi di dosi massime tollerabili annue per gli adulti ed oltre 11 miliardi di dosi massime annue tollerabili per i bambini….”

Da “Vestire di natura ” di Gabriele Bindi

“…sulle colture di cotone si riversa il 25% della produzione mondiale di pesticidi.E l’uso di sostanze chimiche nelle fasi di lavorazione può arrivare ad 1 Kg per Kg di prodotto tessile lavorato…..la moda a basso costo produce ogni anno oltre 3 milioni di tonnellate di CO2 utilizzata per la produzione delle fibre….ma l’insostenibile leggerezza della t-shirt passa anche attraverso lo sfruttamento del lavoro minorile …solo in India sarebbero impiegati circa 450.000 bambini, pagati meno della metàrispetto ad un uomo adulto…..”
inoltre “…l’impegno dela coop Italia per una linea solidal ha contribuito a far conoscere la campagna di boicottaggio internazionale in atto verso l’Uzbekistan…dove i bambini vengono ridotti in aschiavitù secondo un sistema gerarchico approvato e sostenuto dallo stesso governo.”

infine

” …se si crede che a questione del peso della chimica sul tessile si esaurisca nei campi coltivati ci si sbaglia din grosso. Le fibre di cotone subiscono un processo di pulitura, fissaggio, tintoria, che le espone ad un bombardamento di sostanze chimiche tutt’altro che innocue….alcune grandi criffe internazionali come Nike, H&M o Levis, del resto hanno già da tempo attivato progetti di coltivazione bio, ma oltre a non occuparsi di tutelare i diritti dei lavoratori, tralasciano tutto il processo produttivo a valle.”

…consiglio spassionato….leggete gli articoli e poi se ne avete volgia ditemi che ne pensate a riguardo…
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4 Responses to Vestire di natura e cosa esce da un inceneritore:nuovo numero di aam terranuova

  1. io appena posso compro vestiti del commercio equo e devo dire che la linea solidal coop è una bella opportunità: il mio compagno riesce a vestirsi quasi integralmente, io un po’ meno ma vedo che di anno in anno la linea migliora: ho addosso una flpa carinissima! Grazie anche per tutte le altre info! un abbraccio

  2. sì anch’io la utilizzo e per ciò che rigaurda gli intimi e per quel che è abbigliamento in genere, dalle t-shirt ai jeans e anch’io li trovo davvero di ottima qualità, oltre che eticamnete ed ecologicamnete corretti….un bacio e sempre felice di poterti esser stata utile!;P

  3. in quali coop andate per trovarli? io li ho trovati solo alla coop Ducale di Vigevano ma pochissimi, poche taglie e un paio di colori (esattamente quelli che detesto, nero e marrone) 🙁

  4. Io trovo moltissimo all’ipercoop di Vignate prov. di Milano vicino a Segrate, e poi anche a Cassano d’Adda,ho trovato qualcosina, sempre prov. di Milano, ma qui non si può provare perchè non ci sono i camerini…

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