Home » Ecosostenibilità, Informazione, Scienza, Viaggi » Voli low-cost: sono davvero cosi’ convenienti?

Voli low-cost: sono davvero cosi’ convenienti?

Chi di voi non ha mai usato un volo low cost? Probabilmente nessuno ed allo stesso modo sono certa che facendolo la vostra testa sia stata pressoché immediatamente invasa da mille dubbi.

Se ora è diventata un’abitudine per il week-end prendere un volo che da Milano ci porta a Londra e riprenderlo dopo 36 ore per tornare a casa, fino a qualche anno fa la cosa non solo era impensabile ma anche impossibile per la maggior parte delle persone.

Dallo sbarco sul mercato delle compagnie low cost i viaggi aerei sono quintuplicati e questo è stata solo una logica conseguenza.

Qui uno scatto preso dal sito planefinder che ci indica in questo preciso momento 12853 aeroplani.
Certo, fa riflettere.
Quante persone, infatti, si sarebbero potute permettere così spesso i costi di un biglietto aereo anche solo 10 anni fa?
Probabilmente poche, così le mete da week-end o scelte per viaggi dagli adolescenti più gettonate di una volta erano quelle raggiungibili in auto o in treno.
Ma alla nascita delle compagnie low-cost le cose sono decisamente cambiate ed il mercato, oltre che l’ambiente, ha subito uno stravolgimento.

All’inizio si sentivano strane voci sul fatto che i voli costavano poco perché le compagnie usavano aerei vecchi ed il risparmio stava nel non fare revisioni e manutenzione ma nel giro di poco tempo si è capito che il risparmio non stava lì ma in cose ben più alla luce del sole.

Le compagnie low-cost, infatti, adottano preferibilmente un singolo modello di aeroplano in modo da abbassare i costi di manutenzione e di formazione del personale, vige il multiruolo dei dipendenti, viene attuato un utilizzo della flotta più intenso e molto altro.

Gli aerei delle compagnie aeree che volano in Europa devono soddisfare dei requisiti minimi di sicurezza, altrimenti sarebbero banditi dai cieli europei finendo nella fruibilissima lista nera (http://ec.europa.eu/transport/air-ban/list_en.htm) quindi dove sta il risparmio? innanzitutto il risparmio sta nell’aeroporto.

Molti stati hanno aeroporti costruiti ad hoc per queste compagnie, sono decisamente fuori raggio se confrontati ad aeroporti già esistenti nelle città o capitali europee ma certamente creano posti di lavoro dove prima non ce n’erano.

Ma ancora, mai sentito parlare delle tasse? e delle sovrattasse? e costo del check-in? che ormai per molte è diventato obbligatorio farlo on-line ma con un sovrapprezzo e costi per il pagamento con carta di credito? non è finita qui: parliamo del bagaglio.

Tutte le compagnie hanno chiaro espresso un range di peso che il bagaglio, in stiva o a mano, non deve superare.
Bene , con le compagnie questo tasto è il tasto magico.
Superare anche di un solo chilo la soglia potrebbe costare decisamente caro.

A conti fatti queste compagnie possono certamente essere un mezzo comodo ma anche decisamente poco lowcost se non si sta bene attenti all’organizzazione.
Low cost infatti deve essere simbolo di spartano, insomma niente snack, niente assicurazione extra, niente bagaglio più pesante o troppo grande in caso di bagaglio a mano, niente extra di nessun tipo ed allora, solo allora, forse un po’ di risparmio (esclusivamente economico) lo si può trovare (facendo bene i conti anche con le spese di trasporto per e dall’aeroporto!)

Vogliamo parlare poi dei costi ambientali che flotte di Boing hanno creato in questi ultimi 10 anni c’è poco da stare allegri.
Le compagnie lowcost infatti sono responsabili in maniera decisiva dell’aumento di emissione di C02 nell’atmosfera e così, qui da noi la comunità europea ha creato un tetto alle emissioni che possono esser prodotte ed immesse.
Un sistema di pagamento basato sulle emissioni è cioè un sistema che chiede alle compagnie di inquinare meno e pone loro un tetto di emissione che se sforato impone ai soggetti il pagamento di una tassa.

Subentra poi la cosiddetta “Direttiva “Emission Trading” cioè la direttiva 2003/87/CE” che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità.
Ma questo è ovvio che non può rappresentare una soluzione ma solo un palliativo.

La cosa che dovremmo fare? ripensare all’utilità di prendere un aereo per 2 giorni e magari riscoprire il nostro paese in treno, come si faceva una volta, ed infine scegliere di visitare le capitali europee ma con tempo, quel tempo necessario per amarle e scoprirle e non trasformare un viaggio in un fast-travel dove proprio come si farebbe in un fast-food ci si ingozza di schifezze senza gustarne il vero sapore.

Insomma a volte rinunciare non significa perdere un’occasione ma guadagnarne una migliore.

fonti
http://it.wikipedia.org/
http://ec.europa.eu/
http://planefinder.net/
http://www.minambiente.it/

Questo articolo lo puoi trovare anche su greenme
Se vuoi leggere tutti i miei articoli pubblicati su greenme vai QUI.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Print Friendly, PDF & Email

2 Responses to Voli low-cost: sono davvero cosi’ convenienti?

  1. Ciao Kia:)
    Molto interessante questo tuo post. Il fast tourism di questi anni è un male almeno quanto il fast food, fast fashion e tutto ‘sto fast che ci stressa.

  2. Complimenti per il blog, è bello bello!
    Veronica Ⓥ

Rispondi