Viaggi

Barcellona: vegan freindly, I love you

 

Primo giorno

Tornata alla routine quotidiana tiro le fila di questo viaggio in Spagna.
Partita per soli 5 giorni, mi è parso di mancare per un mese tanto è stato piacevole, rilassante ma soprattutto pieno di interesse questo viaggio.
Sono partita lunedì alle 8.45 e in men che non si dica sono arrivata a Girona alle 10 circa.
Da lì, col bus appena fuori l’aeroporto ho raggiunto Barcellona. Preso la metro e in meno di 15 minuti sono arrivata in hotel nelle vicinanze della Rambla.
Prima impressione: città maestosa, tutto è grande, colorato, rumoroso, c’è un sacco di gente, sia turisti che locali, tutti sorridenti e in effetti avendo lasciato Bergamo con 15°C mi ritrovo a 25°C e con un sole splendente, questo già mi basterebbe per essere felice.

Doccia, cambio, disfo la valigia e via a fare un giro sulla Rambla per andare a pranzo.

Ci sono tantissimi turisti, tanti ragazzi e ragazze, tanti artisti di strada- proprio come avevo letto- e poi bancarelle di fiori, giornali, sembrano tutti molto rilassati, le persone sembrano più interessate a cosa hanno intorno e a chi piuttosto che a sè stessi.

Primo pranzo fatto al Juicy Jones, ristorante Vegan che avevo trovato sul sito sincarne che avevo consultato prima di partire: posto curioso, i ragazzi che ci lavorano sono gentilissimi e il cibo è ottimo, il posto è coloratissimo e molto semplice, il pranzo è anche economico.

Poi una passeggiata di nuovo sulla Rambla verso il mare, arriviamo al monumento di Colombo, decido di salire sulla cima del monumento, visuale bellissima, la città si svela davanti a me: il viale alberato, il mare con le barche che scintilla, e poi i bus turistici, tanta tanta tanta gente che da qui sembrano piccolissimi gnomi.

Dopo aver scattato delle foto del panorama e aver guardato più dettagli possibili scendo e decido di andare a vedere l’aquarium: per arrivarci passo da la Rambla del mar, una lunga passatoia in legno che porta fino al MareMagnum- il centro commerciale che hanno costruito proprio sul molo- e accanto l’aquarium ed un multisala.

Non mi entusiasmava l’idea di andare a vedere degli animali costretti in cattività ma mi avevano parlato talmente bene di quest’acquario che la curiosità è grande.

L’acquario…è un acquario, vasche stracolme di esserini ( e esseroni) costretti a vivere la loro vita in un box 2×2.

Se almeno il costo del biglietto fosse proporzionato alle condizioni di vita dei suoi detenuti….

Unica curiosità: la grande vasca che crea un tunnel a metà sotto il quale i visitatori trasportati da un nastro scivolano verso le vasche successive.

In realtà sono uscita con un grande amaro in bocca e con il solito senso d’impotenza chiedendomi se in effetti sarebbe stato meglio se mi fossi tenuta la curiosità.

Da qui ci dirigiamo nel vicino centro commerciale giusto per scaldarci un attimo, visto che nel frattempo il tempo è cambiato e si era alzato il vento ed inizia a fare freschino e a piovigginare.

“Scopro” che tutti i centri commerciali sono uguali e che anche le persone che li frequentano sono tutte uguali, unico dettaglio: la scoperta di un negozio probabilmente creato sull’onda della new ecology zen “Natura” che da noi nessuno si sognerebbe di aprire in un centro commerciale che per sua definizione deve essere commerciale.

Decido così dopo poco di affrontare pioggia e vento e dirigermi verso l’hotel per una doccia e poi per andare a cena.

Secondo giorno

Sveglia alle 8, doccia, colazione e via in Placa de Catalunya per acquistare il biglietto del bus turistico messo a disposizione dal comune (e qui fate attenzione perchè uno è pubblico mentre c’è un’altra linea che è privata).

Biglietto per due giorni consecutivi 27 euro che permette di muoversi su tutte le tre linee che coprono per intero le zone più interessanti e turistiche di tutta Barcellona.

Ottimo servizio, soprattutto se avete pochi giorni disponibili perchè vi fanno risparmiare tempo: trovate tutte le info sul sito del gruppo di trasporti pubblici Barceloneti.

Partiamo subito sulla linea rossa, prima fermata casa Battlò (ingresso 16,50 Euro). Amio parere, tra le due case realizzate da Gaudì, questa è la più bella, dolce, sinuosa, efficiente, artistica, creativa, colorata e colma di natura. La natura è ovunque in perfetta linea con l’art nobou.

Una passeggiata per Passeig de Gracia verso casa Milà (o La Pedrera): bello il terrazzo con i comignoli caratteristici ma l’interno molto molto meno artistico di quello di casa battlò ( ingresso 9,50 Euro). Entrambe comunque due splendide opere di Gaudì. Da vedere assolutamente.

Quindi riprendo il bus turistic per la sagrada Familia, un’enorme spettacolare bellezza con un cuore fatto da cantieri aperti e operai al lavoro. E’ davvero imponente.

Decido di entrare dopo aver ammirato le sue facciate (10 Euro) ma non salgo causa luuuuunghiiisssssima fila per prendere l’ascensore che mi scoraggia veramente molto.

Quindi usco e vado a pranzo in un self-service con prezzo fisso molto vegan-friendly lì vicino.

Da qui- essendoci una giornata più che estiva con uno splendido sole caldo- riprendo il bus: meta, Parc Guell.

Parc Guell: parco in cima ad una stradina tutta in salita, splendido e molto grande, entro passando dal cancello principale posto in mezzo a quelle che dovevano essere le due casette dei custodi ispirate alla favola di Hansel e Gretel, una infatti con in alto una croce rappresenta la casa dei due bambini, l’altra della strega, sembrano davvero da fiaba.

Salgo per la scalinata centrale dove campeggia il grande lucertolone dove “bisogna” fare una fila chilometrica per poterci fare una foto accanto, passo nell’atrio pieno di colonne e vado verso la terrazza percorrendo un viottolo costeggiato da enormi piante di salvia fiorita.

Mi siedo sull’enorme panchina che si srotola sulla terrazza ascoltondando un ragazzo che suona la sua chitarra poco lontano da me e mi abbandono al dolce sole dando un po’ di riposo alle mie gambe.

Quindi giro per i vari sentieri e sentierini del parco, vedo -anche se solo dall’esterno- la casa museu Gaudì nel parco, ma poi al tuonare del cielo decido di andare verso l’uscita del parco per poi dirigermi giù per la stradina fino alla pensilina del bus.

Durante il tragitto non riesco a resistere e decido di entrare in un paio dei negozietti messi lì apposta per i turisti: acquisto un paio di oggettini tipicamente da turista ed ecco la pioggia, come per avvertirmi che quello che sto facendo non è propriamente “intelligente”.

Arrivo alla pensilina, prendo il bus, mi faccio un giro per la città guardandola con un k-way addosso dall’alto del piano superiore del bus e ormai quasi arrivata per ora di cena, ritorno in albergo per prepararmi, passando dalla Rambla una volta scesa a Placa de Catalunya.

La cena decido di farla su la Rambla, pessima scelta: se posso dare un consiglio a chiunque vada a Barcellona è di non mangiare sulla Rambla, per 2 motivi ossia il costo e la pessima qualità del cibo.

A questo punto, vista la cena più che insoddisfacente, faccio una capatina in un fast-food vegetariano lì vicino, Maoz, con la specialità “panino con falafel” (per poco più di 6 euro un buonissimo panino -che ci si può riempire di ogni verdurina possibile self-service-e più degli ottimi falafel)

Quindi via aprendere un caffè ed a nanna dopo aver fatto una passeggiata pre-nanna.

Terzo giorno

Dopo uno stop in un internet cafè self-service per scaricare le foto fatte su una chiavetta, via verso Port vell per prendere il bus per S.Maria del Mar (Splendida splendida! ) la trovo passando in una caratteristica viuzza, è una splendida perla gotica.

Quindi da qui mi dirigo verso il Museo Picasso (prezzo d’ingresso 9 Euro) anche se ci sono molti minori con qualche eccezione è comunque splendido poter ammirare le sue opere dal vivo, una capatina nello shop del museo e via a pranzo.

Ottimo ristorante accanto alla cattedrale di S.Maria del Mar (Lonja de Tapas)- un gazpacho da sogno e i ragazzi che ci lavorano più che gentili e non ultimo, prezzo abbordabile ma non economico.

Mi concedo un giretto tra le viette del quartiere, botteghe artigianali, tedeschi in pantaloncini, ragazzi e ragazze con guide economiche in mano, è tutto così poetico.

Decido di riprendere il bus per il Poble Espaniol (8,50 Euro), un giro in questa cittadella nella città che a dire il vero sembra un po’ finta, quasi costruita, una cittadella semplice piena di negozietti artigianali ma molto più simile ad un outlet.

Esco dal Poble Espaniol, riprendo il bus e faccio un giro verso Montjuic, la fondacion de mirò, la funicolare, fino a port vell dove approda il trasbordador e scendo al monumento a colombo.

Passo per la rambla di santa monica per arrivare in hotel fermandomi ad ascoltare un gruppo di ragazzi musicisti di strada che al tramonto barcellonese suonano Jammin e qui è ancora più poetico se possibile.

Quarto giorno

Parto a piedi per il Palau de la Musica Catalana, bellissimo teatro anche se più piccolo di quello che mi aspettavamo. Prenoto il primo tour guidato disponibile in inglese (9,60 Euro) e nel frattempo prendo una spremute nel bar del palau.

La guida- un ragazzo spagnolo che parla un ottimo inglese- dopo averci fatto visionare un documentario di una ventina di minuti sul Palau, fa fare una splendida visita a tutto il nostro gruppo senza tralasciare aneddoti curiosi per rallegrare e ravvivare il gruppo soprattutto perchè il palau è costruito in ononre di san jordi (san Giorgio che si festeggia proprio in quel giorno 23 aprile)e ci permette di sentire con le nostre orecchie la splendida acustica di cui si può godere.

Da mi dirigo al Barrì gotic, mi muovo nelle viette tra i banchi di fiori e di libri simbolo di San Jordi (i ragazzi regalano una rosa rossa alle ragazze, le ragazze regalano un libro ai ragazzi e questo rifacendosi- almeno nella prima parte del dono-alla leggenda di San Giorgio che batte il drago liberando la Catalunia), mi fermo per pranzo in una minuscola tavola calda nel cuore del barrì gotic e mi gusto un mega piattone di hummus ed insalata con delle polpette di verdure: ottimo, economico, abbondante anche se molto spartano.

Dopo pranzo decido di visitare il mercato di S. Caterina con il suo caratteristico serpentone colorato come tetto (unica cosa da vedere in questo mercato- a mio parere), da qui passo davanti la cattedrale (con la facciata coperta di ponteggi) e mi muovo tra le viuzze, i negozietti, le bancarelle ed i tanti turisti fino al tardo pomeriggio quando distrutta decido di fare un break in un cafè al tardo sole primaverile pronto quasi a tramontare.

Attraverso il fiume di gente che riempie la Rambla per San jordi facendomi largo tra la folla.

Decido di vedere il mercato della Boqueria proprio vicino al teatro de liceu, il mercato è un’esplosione di colori e di gente ma eviterei la zona pesce e carne, bella la parte iniziale del mercato piena stracolma di piramidi di frutta e verdura.

Uscita dal mercato, avendo visto anche cose che avrei preferito non vedere, vado a cena in una pizzeria lì vicino e via all’hotel per andare a nanna (e per prepararsi per la partenza dell’indomani)

Quinto giorno

Sveglia un po’ più tardi del solito, colazione e preparo la valigia, con calma faccio un’ultima passeggiata su la Rambla quindi prendo la metro per arrivare fino a Estaciò del Nord a prendere il bus per l’aeroporto.
Volo abbastanza tranquillo tranne qualche turbolenza e appena rientro TRISTEZZA INFINITA: PIOVE per 4 giorni di fila.

Conclusione

Barcellona è bellissima, le persone sono gentili, aperte e disponibili, è perfetta per un week-end o per una vacanza lunga.

N.B. Non mi sono addentrata molto sulla decrizione delle varie opere artistiche perchè potete trovare dettagli su dettagli sia nel web sia sulle tante guide.
Qui risto veg a Barcellona.
Qui un video che vi mostra più o meno quello di cui vi ho parlato….

Infine QUI una mappa molto utile della città.

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5 thoughts on “Barcellona: vegan freindly, I love you

  1. Un bellissimo viaggio e che sole!!!
    Grazie per le informazioni, un giorno spero di andaci anche io, una carica di vitalità ogni tanto ci vuole e i viaggi sono uno dei metodi migliori per ricaricarsi :-))

  2. ..tra qualche settimana andremo a barcellona anche noi!!e per caso, cercando alcuni buoni consigli decidere dove mangiare vegan a barcellona, sono capitata nel tuo post!!che dire!!grazie mille di tutti i tuoi consigli!!^___^

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