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Oli essenziali: come usarli e da dove arrivano?

Articolo pubblicato su greenme
by Kia

immagine greenme.it

Come sappiamo in un prodotto che si rispetti e con un buon Inci solitamente ciò che troveremo che darà un paradisiaco profumo non sarà certo nulla di sintetico ma oli essenziali.
Vi siete mai fermati a chiedervi che cosa sono e da dove vengono?
Ciò che evidentemente si suppone, anche senza saperne nulla, è che siano naturali ma anche che siano molto concentrati, ecco perché da usare con cautela,
tanto che alcuni sono addirittura sconsigliati in caso di gravidanza, allattamento o su bambini inferiori ai 12 anni.

Ciò detto non allarmiamoci ma siamone consapevoli: gli oli essenziali, si estraggono da piante, foglie, fusti e fiori fin da 4000 anni fa’, tanto è risalente uno dei più antichi laboratori ritrovato dagli archeologi nei pressi di Cipro.
Sono utili in preparazioni cosmetiche fai da te, in pediluvi o bagni, in profumatori naturali di ambienti o candele , in caramelle o dolci, ed ancora arrivando al nostro sistema libico aiutano ad acquisire fasi di rilassamento o a risolvere problemi di insonnia.

 Ma cosa sono?

Sono miscele complesse di sostanze organiche di varia natura chimica estratte da materiale vegetale; sono sostanze oleose liquide lipofile con elevata volatilità e profumati come le piante da cui derivano. Sono solitamente immiscibili in acqua e solubili invece in solventi organici come l’alcool. Ma come si ottengono? I principali metodi sono la spremitura, l’estrazione con grassi, l’estrazione con solventi volatili ed infine la distillazione per estrazione con fluidi supercritici. 

Quella più comunemente usata, benché dia un minor pregio al prodotto ottenuto, è la distillazione in corrente di vapore che però di contro permette una maggiore velocità del processo ed un minor utilizzo di vapore.
La tecnica invece che produce un prodotto finale migliore è certamente quella dell’estrazione ad opera di CO2 usata per esempio nell’ottenimento di estratti quali quelli di vaniglia, cannella o chiodi di garofano. Nella corrente di vapore è la forza del vapore che si crea all’interno del sistema che svolge tutto il lavoro: le membrane cellulari dei fiori, rigonfie di vapore acqueo si rompono riversando così le sostanze in esse contenute, gli oli appunto, nel vapore acqueo.
Il vapore poi condensandosi, gocciolina dopo gocciolina porta all’interno del contenitore posto alla fine del circuito di corrente tali sostanze oleose facendole “galleggiare” sull’acqua nel contenitore.
Alla fine ciò che si otterrà sarà una soluzione insolubile di acqua ed olio in sospensione alla quale sarà poi necessaria far seguire una serie di ulteriori passaggi necessari per ottenere il prodotto finale così come noi tutti lo conosciamo.
Gli oli sono naturali ed anche molto costosi questo perché servono fino a 200kg di fiori per ottenere 1litro di olio essenziale, quantità variabile a seconda che si usino foglie, fiori, o cortecce, a seconda della specie botanica di cui si tratta ed a seconda del metodo estrattivo usato.

Alcuni oli molto utili sono quello di Tea tree anche chiamata malaleuca o pianta medica, antibatterico ed antimicotico naturale, quello di lavanda, dal forte potere sedativo, quello di menta con potere opposto invece, energizzante o di cipresso dal forte potere anticellulite.

Infine come non ricordare che per un buon profumo davvero unico e naturale in fondo bastano poche gocce di oli essenziali sapientemente scelti immessi in alcool e quindi in acqua.

fonte Manuale dell’erborista
I.Morelli, G.Flamini, L.Pistelli

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