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Minacciare la biodiversità senza vergogna

parco manu

Apprendere che una compagnia di estrazione petrolifera, in questo caso la ibericargentina Pluspetrol, voglia procedere all’estrazione di gas naturale da una zona che è secondo l’Unesco “la zona più ricca di specie di tutta la terra” certo non coglie di sorpresa, ma certamente ci disgusta. E molto anche.

Questo è più o meno quello che accadrà se la multinazionale che sta monitorando il parco nazionale Manu’ nell’Amazzonia peruvianariuscirà ad ottenere i permessi per le proprie ricerche.

La notizia, apparsa sul Guardian è allarmante: il governo peruviano sembra possa, infatti, concedere una serie di permessi che includeranno anche lo sfruttamento della riserva.

Manù è casa del 10% di tutte le specie diuccelli presenti al mondo, 5% di tutti i mammiferi e 15% di tutte le farfalle oltre a molti animali rari e unici come i giaguari e gli armadilli giganti.

Manu’ è anche la casa di tribù ancora incontaminate ed estremamente vulnerabili all’esposizione di nuove malattie che vivono nella foresta da sempre.

Per questi motivi l’ Unesco ha dichiarato il parco “patrimonio dell’umanità e riserva della biosfera con la più ricca biodiversità presente più che in ogni altro luogo presente sul pianeta“.

Secondo Rob Williams della Zoological Society di Francoforte solo Madidi, in Bolivia, è l’unico altro luogo concorrente di Manu’, perché tanto ricco di biodiversità.

reserva manu

Secondo Rebecca Spooner, ricercatore presso Survival International “non si può giustificare alcuna azienda che voglia lavorare in una regione così sensibile” e benché le leggi peruviane proibiscano operazioni estrattive nei parchi nazionali secondo i documenti scoperti, laPluspetrol ha chiesto il permesso all’autorità di entrare nelle aree protette del Perù e, benché ad oggi tale permesso sia stato loro negato, la società potrebbe sviluppare una strategia per ottenere tale autorizzazione in futuro ed è questa la vera preoccupazione.

manu riserva

Le organizzazioni dell’Amazzonia peruviana hanno annunciato l’avvio di un’azione legalecongiunta contro l’espansione del progetto ma la realtà è che fino a quando l’interesse delle grande lobby guiderà le scelte dei governi le cose non potranno davvero cambiare ed i tanti mutamenti del mondo porteranno irrimediabilmente sempre alle stesse conclusioni.

Foto: Cariocanoperu

La cosa che non si comprende, infatti, resta il perché il governo del Perù permetta alla Pluspetrol di agire senza seguire le leggi, minacciando la sopravvivenza di popolazioni e il delicatissimo equilibrio di uno dei luoghi più preziosi al mondo che una volta perso sarà impossibile recuperare.

Kia – Carmela Giambrone

quest’articolo è pubblicato su Greenme

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