Home » Ecosostenibilità, Help animals, Libri, Natura, Scienza » Fipronil, api ed Unione europea: la danza continua

Fipronil, api ed Unione europea: la danza continua

Da quando anni fa ho letto “La scomparsa delle api” di Sylvie Coyaud consigliato da un mio professore in università, tendo ad essere molto cauta sulle notizie diffuse dai media circa il problema del declino delle api ma quando mi ritrovo a leggere l’articolo sul Guardian che parla del fipronil (prodotto dalla tedesca BASF) non posso che fermarmi un istante di più.

La cosa che mi lascia perplessa non é il fatto che per l’ennesima volta un insetticida risulti essere “ad alto rischio”con effetti acuti sulla sopravvivenza delle colonie delle api (e forse anche per altri insetti impollinatori, basilari per la natura e per tutti i suoi viventi…e questo ce l’hanno insegnato alle scuole elementari!) ma é che l’uso in Unione Europea sia stato sospeso ancora solo in modo “temporaneo” dopo che in più di 70 paesi viene usato su più di 100 colture diverse!

Questa sospensione va avanti dal 2008 e proprio pochi giorni fa é stata confermata dalla Commissione europea ma solo in modo parziale: per due anni infatti non potranno essere usati nei territori dell’UE i tre neonicotinoidi clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam.

Il fipronil é ad ampio spettro, agisce sul sistema nervoso degli insetti e viene usato contro scarafaggi, formiche, termiti … é un veleno selettivo (agisce solo sugli insetti, i mammiferi non sono dotati di recettori adeguati alla sua interazione tanto che viene usato negli antiparassitari di cani e gatti quindi ha un’estensione d’uso massima!) inoltre ha un’attivazione lenta permettendo così all’insetto avvelenato di tornare alla colonia diffondendo il veleno all’intera popolazione locale.

Ci sono però enormi lacune negli studi su questi insetticidi e sulla loro interazione con gli altri insetti impollinatori o con le piante non target (il fipronil viene usato sul mais ed é stato confermato solo per questo caso la sua tossicità sulle api) …ed anche qui mi chiedo come é possibile autorizzare l’uso massivo di qualcosa di cui non  si conoscono gli effetti? (domanda scema…stupida io che ancora me le faccio ‘ste domande!)

Per Greenpeace l’uso che ne é stato fatto (troppo a lungo ed in maniera così vasta!) é un campanello d’allarme su come i protocolli di sicurezza dell’Unione Europea debbano essere rivisti.

Diamogli torto!

Federica Ferrario, la responsabile della campagna “agricoltura sostenibile” di Greenpeace ha detto:

“Questi pesticidi si sono accumulati nel nostro ambiente per un decennio, quindi limitazioni e divieti temporanei non sono sufficienti per dare alle api modo di riprendersi. La Commissione europea dovrebbe invece elaborare un piano globale per la protezione delle insetti impollinatori, a partire da un divieto completo sull’uso del fipronil e di altre sostanze tossiche”

Il direttore dell’European Crop Protection Association, che rappresenta l’industria chimica, ha invece detto che “qualsiasi divieto potrebbe influenzare la produzione di alimenti” scongiurando di fatto un impatto negativo sulla produzione alimentare agricola.

Greenpeace ha lanciato la campagna “Salviamo Le Api“: la prima richiesta è di vietare 7 sostanze killer delle api (tra cui clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam e  Fipronil).

Per saperne di più SCARICA QUI il rapporto “Api in declino” di Greenpeace!

 

 

fonti:

“La scomparsa delle api” Sylvie Coyaud

guardian.co.uk

greenpeace

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Print Friendly, PDF & Email

Rispondi