La mia via per la consapevolezza

Tutto è nato da quando mi sono accorta che ogni azione porta una conseguenza e che il semplice consumo di un prodotto acquistato in una supermarket non era un semplice acquisto di un bene necessario o supefrfluo ma racchiudeva e nascondeva dietro sè tutta una serie di fattori che alla fine mi avevano portato a desiderarlo, sceglierlo e acquistarlo.

Da qui e dal rispetto per tutte le creature viventi la mia scelta vegan.
Poi, dopo aver compreso il concetto di consumo consapevole e critico, i miei pensieri hanno cercato di andare oltre, fino al chiedersi se forse il più del 50% delle cose che costantemente usavo e acquistavo in fondo non erano poi così necessarie e non ne avevo così bisogno, e quindi è arrivata la scelta di non acquistarle più.

Mi sono resa conto non solo del risparmio economico ma anche energetico e di ingombro/spazzatura che non avrei più creato a causa di acquisti sconsiderati e dettati dalla non razionalizzazione.

Da qui ad esempio l’uso di mooncup o dell’uso di un depuratore per l’acqua di rubinetto piuttosto che acquistare l’acqua in bottiglia.

Un passo in più e stato fatto quando ho pensato da chi erano prodotte le cose che acquistavo, intendo con che metodi e in che modo, se le persone che lavoravano (magari anche bambini) producendo questi beni, stavano bene e venivano trattati in modo equo e questo c’è da dire che è stata la cosa più semplice su cui riflettere. Non osavo poi immaginare cosa poteva accadere a quelle persone che meno fortunate di me, facevano una lavoro che li impegnava magari per 12-14 ore al giorno, senza alcun diritto e senza potersi difendere, così è stato semplice e tutto è caduto sull’acquisto etico e rispettoso degli esseri umani e la scelta di boicottare.

Il rispetto per la natura e per gli animali, mi aveva già spinto verso scelte cruelty free ed ecologiche così il passo successivo è stata l’autoproduzione dell’autoproducibile e infine la cosa che è sempre difficile su cui riflettere è stato il consumo dietro la produzione di ogni prodotto.

Da qui la produzione del gas serra in assoluto più importante , causa legge dei fattori limitanti, la produzione di CO2 nella produzione di un certo oggetto-bene, e quindi perchè no, del consumo della risorsa più importante del nostro pianeta: l’acqua.

Ho così potuto calcolare la CO2 prodotta costantemente nella mia giornata (grazie al progetto di lifegate “Impattozero”) essendo però cosciente che pur acquistando degli alberi per esser ad impattozero, non sarei mai potuta esserlo, tenuto conto del fatto che esiste il tourn over delle foreste e che come ben tutti noi sappiamo, la capacità di un albero di assorbire CO2 è ben minore se si tratta di un albero “nuovo” piuttosto che di un albero che ha decenni.

Ho quindi conteggiato i litri d’aqua consumati:

Your total water footprint = cubic meter per year 599

(Your individual water footprint is equal to the water required to produce the goods and services consumed by you. Please take your time and feel free to use the extended water footprint calculator developed by the researchers at UNESCO-IHE to assess your own unique water footprint. The calculations are based on the water requirements per unit of product as in your country of residence.)

Contribution of individual food category towards the total water footprint:

cereal 109
meat 0
vegetable 32
fruit 64
dairy0
Stimulant77 (????????)
Fat1
sugar2
egg0
Others17

Components of your total water footprint :

Food 307
Domestic84
Industrial209
Total 599

…insomma non sono andata così male ma bisogna pur tener presente che sono semplici conteggi indicativi e che è difficile valutare davvero quanti chili di frutta/verdura mangiamo in una settimana o quante volte ci laviamo le mani o quanti minuti stiamo sotto la doccia, l’unica cosa è cercare di risparmiare il più possibile le risorse dato che è ovvio che non sono infinite….
…ora ciò che mi resta da fare è diffondere ciò che ho imparato e cercare di migliorare sempre di più le cose almeno per quello che posso….

fonti:

waterfootprint.org

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Carmela Kia Giambrone

Giornalista, consulente alla sostenibilità e alla comunicazione digitale

2 commenti

  1. vi faccio i complimenti per il blog.
    BLOG
    http://samizdatmedia.blogspot.com/
    vegano,anarchico,milano.

  2. 🙂 thank you!complimenti anche al tuo….linkato 😉

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