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Come conservare i cibi in dispensa: a prova di insetti, aflatossine, spreco alimentare e date di scadenza

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Superato lo step date di scadenza, dopo aver compreso che il buonsenso è la guida migliore e più affidabile, e lo spreco alimentare è ormai un lontano ricordo, oggi ci occuperemo di come rendere la nostra dispensa un ambiente perfetto, mettendo al bando, contaminazioni d’insetti e micotossine. Scopriamo insieme come fare.

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Come prevenire e debellare in modo naturale gli insetti in dispensa

La dispensa perfetta? innanzitutto ricca ma ancor di più, protetta da contaminazione, luce e umidità. Come proteggere i nostri alimenti e la nostra salute? il primo consiglio utile è:  mantenere un alto livello d’igiene.  Tutti gli insetti, infatti, prosperano e sono naturalmente attratti da resti di cibo, meglio se amidacei e zuccherini, una  volta trovati, non se ne andranno facilmente, si riprodurranno e si  stabiliranno nella nostra cucina. Come evitarlo? continuate la lettura  dell’articolo per scoprirlo!

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Come evitare tutte quelle situazioni che attraggono insetti nel nostro cibo e nella nostra dispensa? ecco 7 consigli utili:

  1. suddividere i cibi secchi (come farine, legumi cereali) da quelli essiccati in casa,  che però contengono grassi (semi oleosi) o piccole percentuali di acqua  (frutta essiccata come fichi) questo vi permetterà di tenere più  facilmente sotto controllo la dispensa; ci sono infatti, come vedremo,  insetti particolarmente ghiotti di amidacei piuttosto che di altre  derrate alimentari;
  2. controllate in modo molto attento i  contenitori che contengono i vostri alimenti e qualora vi sia presenza  di contaminazione, liberatevene immediatamente (magari gettando il tutto  in compostiera!);
  3. optate sempre per contenitori a chiusura ermetica come dei semplici e riciclati barattoli in vetro:  non solo potranno tenere al riparo qualunque alimento ma vi  permetteranno anche di tenere sotto controllo il suo stato di  conservazione;
  4. aggiungete sempre un’etichetta ai vostri barattoli riportante  la data di scadenza (che trovate sulla confezione originale) e la data  di apertura di quell’alimento, in modo da sapere da quanto tempo avete  quel particolare alimento, questo è utile, soprattutto, per cibi che si  conservano a lungo in dispensa come amidi, farine, zucchero o sale;
  5. in maniera regolare e con una certa abitudine, svuotate la vostra dispensa ed igienizzatela accuratamente, visto che si tratta di un luogo in cui conservate il cibo preferite acqua e bicarbonato o lisciva per procedere alla routine di pulizia;
  6. per aiutare ad allontanare gli insetti,  adagiate un piccolo barattolino di vetro contenente bicarbonato ed olio  essenziale di menta, sarà particolarmente sgradito agli insetti;
  7. evitate di riporre i cibi in sacchetti di carta o scatole di cartone dato che saranno facilmente distrutti dagli eventuali insetti o ancora, non lasciate mai aperte le confezioni in dispensa.

Quali insetti ci sono nelle nostre dispense

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Una moltitudine, ma i più comuni sono certamente:

  • formiche, quando se ne vede una si è certi che non è sola;
  • scarafaggi, resistenti e attratti da odori acidi e umidità;
  • tarme del cibo, le classiche farfalline che allo stadio larvale possono facilmente perforare i packacging in carta e cartone;
  • punteruoli, le cui femmine depongono le uova in cereali e legumi;
  • tribolio delle farine, depongono le uova nelle farine.

Le micotossine negli alimenti: cosa sono e come limitarle

Le aflatossine, sono micotossine, ovvero tossine prodotte da due specie di Aspergillus (Aspergillus flavus e Aspergillus parasiticus),  un fungo che si trova soprattutto in zone dal clima caldo e umido. Il  climate change, oltre che le pesanti importazioni a basso costo, stanno  avendo un forte impatto, anche sulla presenza di aflatossine negli  alimenti in tutto il mondo, inclusa l’Europa, ivi inclusa l’Italia. 

Le aflatossine, sono note per le loro proprietà genotossiche e cancerogene, ecco perchè l’esposizione mediante alimenti contaminati deve essere mantenuta quanto più bassa possibile. Le aflatossine possono essere presenti in moltissimi prodotti alimentari, come:

  • arachidi e frutta a guscio;
  • granoturco;
  • riso;
  • fichi e frutta secca;
  • spezie;
  • oli vegetali non raffinati;
  • cacao;
  • tè;
  • caffè;

a seguito di contaminazioni fungine avvenute sia prima che dopo la raccolta. L’aflatossina B1 è la più diffusa nei prodotti alimentari ed è una di quelle dai più pesanti effetti genotossici e cancerogeni; l’aflatossina M1 è uno dei principali metaboliti di questa alfatossina (si ritrova anche nel latte di animali nutriti con mangimi contaminati da aflatossina B1).

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L’ocratossina A (OTA), micotossina onnipresente è nefrotossica ed è  sospettata essere il principale responsabile dei tumori del tratto  urinario associati. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato l’OTA come possibile cancerogeno per l’uomo (gruppo 2B).

Uno studio (link in fondo) ha indagato nella Repubblica Ceca, al  primo posto al mondo nella frequenza dei tumori del tratto renale e di  altri organi urinari, se le micotossine possono contribuire alle  malattie renali nella popolazione. A tale scopo sono stati determinati  biomarcatori dell’esposizione all’OTA in campioni biologici di una  coorte di 50 pazienti con tumori renali maligni. Le analisi dei  biomarcatori nei campioni di sangue e di urina non hanno rivelato  differenze rispetto ai dati delle altre popolazioni europee, tuttavia,  questo studio risulta interessante per quanto riguarda le potenziali interazioni tra le micotossine ed altri fattori di rischio  per le malattie a carico renale ovvero le micotossine in sinergia ad  altri fattori, potrebbero aumentare l’insorgenza di cancro.

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Ma ancora, uno studio (link dello studio in fondo) ha effettuato una  misurazione sul contenuto di OTA presente in diversi tipi di tè e nel  caffè tostato e macinato e ha valutato il trasferimento di OTA nelle  bevande. La quantità di OTA variava ma le quantità rilevate rappresentano in tutti i casi, una fonte di micotossine non trascurabili per la salute umana.

Altri studi (link in fondo) ci fanno comprendere poi che le micotossine sono sostanze resistenti al calore, i trattamenti termici dei processi industriali e la cottura non sono in grado di ridurre il livello iniziale di contaminazione, quindi quali possono essere le soluzioni, nel nostro controllo per ridurre i quantitativi di micotossine nei nostri alimenti?

  • prediligere prodotti locali (preferendo prodotti coltivati e prodotti in Italia e in Europa);
  • prediligere prodotti freschi, non trattati e non conservati (ricorrere all’essicazione in casa e conservare sottovuoto quando possibile);
  • scegliere farine e cereali raccolte e lavorate in tempo più recente possibile (controllando la data di produzione oltre che quella di scadenza, a tale scopo è utile scegliere produzioni piccole e locali).

Naturalmente, dobbiamo essere consapevoli, che con molta probabilità introdurremo una certa quantità di micotossine assieme al nostro cibo, ecco perchè, come per tutti i contaminanti, anche qui, il consiglio di una dieta varia ed equilibrata, sembra forse essere il consiglio migliore.

Adesso quindi siete davvero pronti a mettere al sicuro la vostra dispensa!

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Fonti studi scientifici – efsa – salute.gov.it :

Normativa sulle micotossine nei prodotti alimentari:

  1. Regolamento (CEE) n.315/1993 che stabilisce procedure comunitarie nei prodotti alimentari (GU CE L37/1 del 13/02/1993)
  2. Regolamento  CE n.1881/2006 (di seguito “Regolamento contaminanti”) che stabilisce i  livelli massimi per certi contaminanti negli alimenti (GU L 364/5 del  20/12/2006)
  3. Regolamento (CE) N. 1126/2007 che modifica il  regolamento (CE) n. 1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni  contaminanti nei prodotti alimentari per quanto riguarda le Fusarium-  tossine nel granoturco e nei prodotti a base di granoturco (GU L 255/14  del 29/9/2007)
  4. Regolamento (UE) N. 105/2010 recante modifica del  regolamento (CE) n. 1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni  contaminanti nei prodotti alimentari, per quanto riguarda l’ocratossina A  (GU L 35/7 del 6/2/2010)
  5. Regolamento (UE) N. 165/2010 recante  modifica, per quanto riguarda le aflatossine, del regolamento (CE) n.  1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei  prodotti alimentari (GU L 50/8 del 27/2/2010)
  6. Regolamento (UE)  N. 1058/2012 recante modifica del regolamento (CE) n. 1881/2006 per  quanto riguarda i tenori massimi di aflatossine nei fichi secchi (GU L  313/14 del 13/11/2012)
  7. Regolamento (UE) N. 212/2014 che modifica  il regolamento (CE) n. 1881/2006 per quanto riguarda i tenori massimi  del contaminante citrinina negli integratori alimentari a base di riso  fermentato con lievito rosso Monascus purpureus (GU L 67/3 del 7 marzo  2014)
  8. Regolamento (UE) N. 2015/1137 che modifica il regolamento  (CE) n. 1881/2006 per quanto concerne il tenore massimo di ocratossina A  nelle spezie Capsicum spp. (GU L 185/11 del 14/07/2015
  9. Regolamento  (UE) N. 2015/1940 che modifica il regolamento (CE) n. 1881/2006 per  quanto riguarda i tenori massimi di sclerozi di Claviceps spp in taluni  cereali non trasformati e le disposizione in materia di monitoraggio e  relazioni (GU L 283/3 del 29/10/2015)

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Carmela Kia Giambrone

web writer, blogger, freelance journalist and nature addicted.

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