Ecosostenibilità

Giornata mondiale della Terra e sostenibilità: 3 consigli utili

Global warming, crisi alimentari e difficoltà energetiche hanno fatto sì che, gli accordi per il clima dal 1995 ad oggi, ben 25, abbiano in un modo o nell’altro, toccato le vite di tutti noi. La scesa in campo di nomi di fama mondiale e dal grande risvolto mediatico, da Di Caprio o Joaquin Phoenix, da Natalie Portman a Bill Gates fino a Elon Musk, ha permesso di raggiungere milioni di coscienze in un modo anche molto diverso tra loro, fino a toccare moltissimi uomini e donne, ragazzi e ragazze, divenendo da interesse di nicchia, grande rivelazione. Oggi, 2021 Anno Domini, la sostenibilità è davvero un trend per milioni di persone, che induce tutti verso un cambio delle abitudini adottate da sempre come la normalità: abbiamo scoperto che c’è un modo diverso di fare la spesa come la spesa km0, possiamo lottare contro lo spreco alimentare, abbattere i rifiuti e perchè no abbracciare la filosofia zero waste. Ciò che oggi sappiamo con certezza dopo 20 anni di sostenibilità è che di greenwashing ne abbiamo davvero abbastanza ed in fondo, senza troppo snobbismo, ammettiamo che se un’adolescente può smuovere milioni di coscienze in tutto il mondo, chi siamo noi per non gioirne?

3 facili scelte per raggiungere la sostenibilità quotidiana

Secondo il report Consumer Products and Retail: How sustainability is fundamentally changing consumer preferences del Capgemini Research Institute, sono i consumatori che sono cambiati: danno sempre più peso alla sostenibilità, tanto che il 79% di loro, sta modificando le proprie preferenze di acquisto, in base a criteri come responsabilità sociale, inclusività o impatto ambientale. La cosa che davvero coglie l’attenzione, è che non è un semplice interesse superficiale, come qualche maligno cerca di suggerire, bensì è un’attenzione sempre più radicata e profonda, ricca di ricerca e analisi.

In questo estremo e anche piuttosto epocale cambiamento di rotta, anche il mercato dell’economia circolare, dal riciclo al riuso, ha piano piano acquisito sempre maggiore importanza e con l’Agenda 2030, adottata dall’Assemblea Generale ONU nel settembre 2015, è stato possibile porre sul tavolo di 193 paesi membri, il grande tema dello sviluppo sostenibile a tuttotondo, rifiuti compresi.

Un cartoon molto simpatico realizzato da Free Range studio di alcuni anni fa diffondeva il concetto di come gli oggetti presto diventino da risorsa a rifiuti e di come tutti noi possiamo combattere tutto questo.

The Great Pacific Garbage Patch
The Great Pacific Garbage Patch– photo credits media.nationalgeographic.org

Tutti noi ricordiamo poi molto bene le immagini del The Great Pacific Garbage Patch, la vera e propria isola di plastica nell’Oceano Pacifico settentrionale e ormai il problema delle plastiche e microplastiche è noto a tutti, l’imminente raison d’être di governi, aziende e cittadini, è quindi quella agire verso un cambiamento realmente sostenibile.

Ecco perchè l’esigenza di ogni attore in campo, in ultima analisi, deve essere per forza di cose quella di:

  1. mantenere alta e verificata la propria informazione;
  2. confrontarsi in modo costruttivo con ci circonda abbattendo preconcetti e routine;
  3. diffondere azioni che crediamo possano essere utili e funzionali.

Ecco insomma i veri tips utili: informarsi, essere curiosi e consapevoli e soprattutto non aver paura di cambiare.

Alle volte però abbiamo bisogno di idee e ispirazioni, qualcuno che con la propria esperienza ci indichi come fare o meglio ancora, che ci mostri ciò che ha fatto. Oggi, in occasione di questa meravigliosa giornata della Terra, 22 aprile 2021, ho deciso di raccontarvi di una persona che per me ha fatto proprio questo: ispirarmi alla sostenibilità.

Quattro chiacchiere e tante ispirazioni: l’intervista a Marinella Correggia

Grazie al mio lavoro, negli anni, ho avuto il piacere d’incontrare molte persone che ammiro e trovo di grande ispirazione. Una di queste, per me, è stata Marinella Correggia, giornalista e pacifista, che avevo il piacere di leggere sul Manifesto di alcuni anni fa e con cui ho piacevolmente chiaccheranto a fine gennaio. Mi sono innamorata del suo piccolo libello “Il balcone dell’indipendenza” nel quale riuscì a modificare il modo in cui molti avevano sempre guardato agli spazi esterni e con “Diventare come balsami” e “La rivoluzione dei dettagli“, solo per fare qualche esempio, istruì tutti noi a prenderci cura del Pianeta con piccoli grandi gesti.

L’intervista: dall’infanzia a oggi, come cambia una coscienza ecologica

Marinella Correggia Asinello
per gentile concessione di Marinella

La sua è una lunga storia, come da sua stessa ammissione, che ha reso più breve, per nostro uso e piacevolezza e comincia con l’infanzia: Marinella è nata sulle colline del Monferrato e già suo padre era molto ecologista e solidale. È stato facile quindi per lei coniugare questa sensibilità all’ambiente nelle sue attività quotidiane. Mi raccontava, infatti, che suo papà si occupava di agricoltura biologica nella vigne di famiglia quando ancora di biologico non se ne sentiva parlare, usava solo lo zolfo e la poltiglia bordolese ed era anche molto attento al Sud del mondo. Un aneddoto che Marinella mi racconta, che le accadde all’età di 5 o 6 anni la colpì talmente tanto da segnare la sua coscienza per sempre “…avvenne mentre stavo facendo scorrere l’acqua di un rubinetto forse da alcuni minuti, mio papà venne da me dicendomi di sbrigarmi perchè “…in Africa non hanno acqua e possono anche morire di sete”….per me bimba piccola, questo pensiero fu una cosa molto forte soprattutto detta da mio papà che stimavo moltissimo, quindi questo coniugare l’attenzione ecologica e la distribuzione delle risorse e dell’energia sicuramente è nata in quel momento nella mia vita…non c’èro solo io ma anche tutto il resto del mondo”.

Il rispetto degli animali e la scelta di essere vegetariana

Anche la cultura del rispetto animale, mi racconta che per lei è nata sempre durante l’infanzia. “…da piccola si trovavano questi piccoli uccellini, noi bimbi cercavamo sempre di salvarli ma non riuscivamo quasi mai, e questi accadimenti erano proprio le prime sofferenze che ho visto davanti ai miei occhi… poi avevamo i conigli e le galline e ricordo che la mia famiglia li uccideva per mangiarli e già allora, vedevo la faccia tremenda che faceva mio padre mentre lo faceva, ora so che lo faceva per senso del dovere ma si capiva che dava sofferenza anche a lui, e questo ha contribuito a porre anche la questione animale all’interno delle mia esperienza di vita.”

LAV dalla parte degli animali logo
photo credits lav.it

“…negli anni ’70 la prima associazione che decisi di supportare fu Mani tese per il Sud del mondo e la LAV che dopo aver letto Imperatrice nuda di Hans Ruesch mi colpì tanto da essere una delle prime iscritte all’associazione. Andò avanti così fino agli ultimi anni in cui, per due anni, andai in Africa per una borsa di studio in Burundi dove tra le diverse cose di cui mi occupai, cercai di introdurre la pistola nel macello”…” sai lì macellavano in modo cruento e tremendo e così con i veterinari, cercammo di introdurre questa forma di pietà.”

“…la mia scelta di essere vegetariana naque quando compii 18 anni, dalla sera alla mattina, e credo che sia stata la decisione più facile e più felice della mia vita, una vera e propria liberazione. I miei erano tolleranti quando ero giovane e vivevo con loro e non mi obbligavano mai a mangiare carne, anzi la mia mamma, quando glielo dissi mi rispose che non c’era alcun problema, semplicemente mi avrebbe cucinato torte di verdura….in realtà, con il tempo, anche loro smisero di mangiare carne anche solo per non fare diversi piatti diversi…”

“…Il mio essere vegetariana – termine che preferisco rispetto al termine vegan perchè è un po’ sovrusato – l’ho sempre portato nei posti in cui andavo, perchè andavo in giro parecchio per il commercio equo, ero nel comitato progetti e quindi ad esempio ricordo in Bangladesh quando mi avevano invitato delle persone a pranzo e non avevo detto che non mangiavo carne e loro avevano quindi preparato un piatto a base di carne così al momento dovetti dire per forza che ero vegetariana ma vidi che si industriarono e in men che non si dica mi diedero patate e melanzane senza alcun problema… poi imparai a dire in arabo prima “أنا نباتي” ovvero “sono vegetariana” e così con facilità, potevo viaggiare senza alcun disagio…”

“…nel 2003 sono andata in Iraq per via della guerra, sono stata per oltre un mese lì e ricordo molto bene che eravamo in questo piccolo hotel sul Tigri dove quasi tutti i giorni bombardavano, e li non c’era quasi più niente e avevano solo polli, marmellata di datteri e pane arabo e gli altri mangiavano il pollo mentre io mi nutrivo a pane e dattari….ricordo che c’era Abu Alli, un cameriere in hotel che sapeva che io non mangiavo pollo che ogni volta che trovava qualche verdura, se la nascondeva nel grembiule e la dava solo a me. Insomma, alla fine è possibile andare in giro per il mondo con i propri abiti mantenendoli senza cedere a ciò che ci circonda. Per me mangiare carne è una barriera non solo etica ma dei cinque sensi, basta volerlo ed è possibile.”

Alimentazione vegetale: scelta etica o salutistica?

Twitter Michael Greger
photo credits twitter.com

Carmela Kia “Cosa ne pensi di ciò che accade oggi ad esempio che la questione vegan è davvero sulla bocca e nelle vite di moltissime persone?”

Marinella “…certamente non dobbiamo essere snob per cui quando qualcosa diventa di massa allora non ci piace più….però dipende, a tratti diventa quasi un trend da influenceer in cui si mescolano vari elementi. ….un esempio? il dottor Michael Greger (@nutrition_facts su Twitter) nutrizionista statunetense, alcuni anni fa, riportò studi sulla salute dei vegetariani e vegan in UK mettendoli in correlazione con ciò che accadeva negli USA, scoprendo così che molte persone diventate vegan negli Stati Uniti per la loro salute al contrario di ciò che accadeva in UK, dove invece chi aveva fatto una scelta vegetariana era stato spinto da ragioni etiche. Ecco, io mi ritrovo più nella scelta etica, questa è la vera differenza: in passato si diventava vegan per rispetto degli animali mentre oggi sembra che questo argomento si sia avviccinato sempre di più al benessere delle persone con spesso poca attenziona al benessere animale. Non dico cosa sia giusto o cosa no, è una scelta personale, dico solo che la mia scelta fatta a 18 anni, quella che mi spinse a diventare vegetariana, fu certamente fatta per ragioni etiche…”

Diet for small planet libro
photo credits goodreads.com

“…Ricordo molto bene quando nel 1993 scrissi un approfondimento per la LAV dal titolo “Come uscire dalla carne dipendenza” e già allora mettevamo tutti gli aspetti ecologici e del Sud del mondo, c’era proprio questo ragionamento, mi fu poi di grande ispirazione anche “Diet for the small planet” libro uscito negli anni ’70 di Frances Moore Lappé, autrice di molti libri sulla fame nel mondo, la democrazia e l’ambiente o ancora, ricordo che c’era l’associazione VegFam che fin dal 1963 portava avanti progetti vegan nel Sud del mondo. Ecco, mi sembra che i vegan di oggi, alle volte, trascurino il senso del tutto connesso…”

4 letture utili a noi ed al Pianeta

Carmela Kia “Se dovessi consigliare 3 libri per approfondire la questione ambientale, sociale e animale, quali potrebbero essere?”

Marinella “…

How bad are bananas? libro
photo credits ebay.it
  1. Spillover di David Quammen‘, certamente legato a questa pandemia e alla drammaticità anche sociale nel Sud del mondo, è un libro scritto in forma di racconto per cui di facile lettura. È necessario non dimenticare che alla radice di quello che stiamo vivendo in fondo c’è sempre un rapporto deviato dei rapporti con gli animali e alla fine le zoonosi derivano da questo.
  2. Certamente poi un libro di un economista gandiano dove parlava di come le scelte individuali e a livello di stato possono agire per modificare le cose a livello globale, scriveva negli anni ’50 e spiegava come il boicottaggio sia un’arma potente. Il libro si chiama ‘Economia di condivisione. Come uscire dalla crisi mondiale’ di Kumarappa Joseph C. Centro Gandhi.
  3. Un libro che mi era piaciuto molto è un libro di calcoli veri e propri sull’imaptto ambientale “How Bad Are Bananas?: The Carbon Footprint of Everything”, purtoppo solo in edizione inglese mentre in italiano…
  4. “CO2 e biodiversità – Un approccio integrato a favore del clima e del patrimonio naturale” di Ian R. Swingland per Edizioni Ambiente che collega due macrotemi molto importanti quali la CO2 e la tutela della biodiversità…

Carmela Kia: E cosa ci puoi dire del tuo futuro Marinella?

twitter marinella correggia @liberazioni
photo credits twitter.com

Marinella: “….Il mio futuro? probabilmente legato alla scrittura ed al volontariato e perchè no, supportare nei posti più poveri progetti paralleli in modo strutturato.”

Marinella la possiamo trovare su twitter come @liberazioni

È stato un vero piacere parlarle e conoscerla, lasciatemi dire che poche volte nella vita possiamo incontrare delle persone che ci hanno permesso di evolverci e per me, incontrare Marinella è stato un vero e proprio piacere.

Info utili:

  • VEGFAM: Feeding the Hungry without exploiting animals Frieden Howard interviewed by Malcolm Horne, Vegan Views 67 (Winter 1994/95) https://www.veganviews.org.uk
  • https://www.globalhand.org/en/organisations/21684
  • http://www.gandhiedizioni.com/page2/page2.html
  • https://shop.edizioniambiente.it/catalogo/co2-e-biodiversita

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