Pulire gli oceani dalla plastica con il sistema Interceptor

• photo credits facebook.com/TheOceanCleanup •

Sappiamo molto bene che lafilosofiazero wastese applicata a livello globale, potrebbe cambiare di molto le cose nel futuro. Naturalmente, per abbandonare laplastica e gli sprechi(anche glisprechi alimentari), molti sono gli elemeti che entrano in gioco: dall’economia alle tecnologie, fino ai consumi e ai governi.Sensibilizzareperò iconsumatoriad unaspesa più sostenibile,passare allo sfusoe cambiare di fatto lenostre abitudinidi vita per giungere ad una veravita senza plasticaè l’unica via che ciascuno di noi può percorrere individualmente. Al momento, dobbiamo essere sinceri, sembra davveroutopiavedere un mondo senza plastica ma certamente, se dal 2021 abbandoneremo la plastica usa e getta, ciò produrrà seppur un piccolo ma importante cambiamento.

Nel frattempo però dobbiamo fare i conti con quanto abbiamo prodotto:rifiuti plasticiche ricoprono ormai ogni ambiente sullaTerraemicoplasticheche raggiungonoogni angolo del Pianeta.The Ocean Cleanupè un’ONLUS che sviluppa tecnologie per liberare gli oceani dalla plastica. Per raggiungere questo obiettivo, le loro navi, affrontano veri e propritorrenti di plasticacon il loroInterceptor.

Il nuovo Interceptor, ormai giunto allaterza generazionee attivo in molte aree del Sudest asiatico, è una vera e proprianave raccogli plastica: una volta nel fiume, permette di convogliare i rifiuti di plastica prima che essi raggiungano gli oceani salvandoli dall’inquinamento.

I numeri della plastica negli oceani

L’Ocean Cleanup Project da 6 anni raccoglie dati: uno studio del 2015 ha scandagliato oltre 40mila fiumi ed ha scoperto che la plastica che raggiunge gli oceani percorre per lo più 20 tra questi 40mila. Oggi,1000 dei fiumi più inquinatisul pianeta, sono di fatto i veri responsabili di quasi il 90% della plastica che raggiunge gli oceani. Questi dati poi naturalmente non tengono conto dellemicroplasticheche, come sappiamo, sono particelle molto piccole e altamente invasive ed inquinanti. Ecco quindi che con il loroInterceptorcercano di porre rimedio a questo disastro ambientale dovuto all’uomo.


Che cos’è e come funziona Interceptor

Interceptor è un imbarcazione provvista di una sorta di barriera galleggiante ancorata al fondo del fiume. Questa barriera funziona come un braccio che convoglia i rifiuti verso di sè e sfruttando la corrente, accumula i materiali che incontra sulla nave. Grazie a un vero e proprio nastro trasportatore, filtra i rifiuti e li deposita nei suoi cassonetti a bordo. Una volta riempiti, viene segnalato che è necessario svuotarli così, i tecnici presenti a bordo, li trasferiscono alle strutture gestionali su terra. Da questi rifiuti vengono poi creati oggetti di uso quotidiano, come per esempio, occhiali da soleinteramente realizzatiin materiale plastico recuperato dai corsi d’acqua.

photo credits products.theoceancleanup.com

Interceptor funziona adenergia solare265 giorni l’anno, 24 ore su 24 ed è in grado di raccoglie dai 50 ai 100mila chili di rifiuti al giorno.

Dove si trovano gli Interceptor di The Ocean Cleanup

photo credits facebook.com/TheOceanCleanup

The Ocean Cleanup ha predisposto al momentoquattro Interceptorin:

  • Malesia
  • Indonesia
  • Repubblica Dominicana
  • Vietnam

e sta naturalmente progettando di ampliare questo numero collaborando con le istiruzioni locali e le aziende del luogo, per amplificare il progetto di ripulitura dei corsi d’acqua dai rifiuti plastici.

Nel farettempo quindi noi possiamoimpegnarci per ridurre la plasticache usiamo nelle nostra vita. Come? scegliendo alternative sostenibili comecannucce sostenibili,shampoo solidiesaponi solidi, usare isacchetti per lavatrice che non disperdono le microplastichee interrogandoci sempre sulvero impattoche un prodotto ha sull’ambiente prima di acquistarlo.

A presto,

fonti:

  • https://theoceancleanup.com

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Carmela Kia Giambrone

Giornalista, consulente alla sostenibilità e alla comunicazione digitale

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