Nutrizione sana? colorata, naturale e ricca di biodiversità

Photo credits Carmela Kia Giambrone Chi si avvicina per la prima volta alla cucina ed al “lifestyle” Veg -an o -etariano la prima domanda che sente dentro la sua testa è  “…e ora? mangerò solo insalatina ed hamburger di soia?” Ecco, persfatare i miti-maledizioniche circondano questa scelta, che può essere fatta in virtù di ragioni molto diverse (quella etica infatti ormai non è più la ragione unica ma molte sono le persone che scelgono di abbandonare cibi di origine animale per ragioni esclusivamente salutiste), mi sono chiesta comesemplificare all’ossola risposta a questo dubbio amletico.

La dispensa vegana: cosa comprare e scegliere

Bene, ho aperto la mia dispensa e a costo di sembrar unadispensatrice di liste della spesavi voglio raccontare cosa la mia cucina conserva in fatto di “alimentazione” (la mia eh!) Partiamo dalla base:
  • verdura e frutta fresche, biologiche e di stagione, ove possibile addirittura coltivate da sè. Tra le verdure includo sempre cipolle, aglio e limoni che sono gli elementi “prezzemolo” della mia cucina insomma i #maisenza.
fonte verduredistagione.it Orto su balcone • Photo credit Carmela Kia Giambrone Sì avete capito bene “coltivate da sé”: io non ho un orto ho “solo” un terrazzo-orto (ma anche un balcone svolge la stessa funzione), in fondo lo spazio che serve per coltivare da noi qualcosina almeno di quel che ci serve non è così tanto come generalmente pensiamo…ve lo assicuro! Un esempio proprio riferito a questo periodo autunnale è la raccolta che ho fatto di cime di rapa (proprio questa mattina tra l’altro), coltivate da semi autoprodotti e ora raccolgiendole poco alla volta potrò averne per un bel po’. Ma pur essendo a novembre sto ancora raccogliendo piccoli (ed ultimi) pomodirini, prezzemolo e radicchio (visto che son da taglio), topinambur , zenzero, rosmarino, menta, melissa e stevia (ma anche tanteerbacce commestibiliche si possono raccogliere quando si va a fare una passeggiata!) cime di rapa dell’orto • Photo credit Carmela Kia Giambrone Passando invece a ciò che acquisto e che non manca mai a casa: legumi secchi • Photo credit Carmela Kia Giambrone
  • riso integrale
  • riso basmati
  • cous cous di grano integrale
  • farina di ceci (per far principalmente farinate ma anche le panelle che adoro!)
  • farina di mais
  • fave, piselli, lenticchie (giganti, mignon, rosse, …), fagioli (neri, rossi, borlotti, cannellini.,..)
  • miglio
  • quinoa
  • farro (l’orzo proprio non mi piace…ma ci sto lavorando)
  • semi di mais (ottimi per i pop corn)
  • soia mung (che insieme alle lenticchie sono perfettiper farsi da soli freschissimi germogli).
Amo il tofu (che non faccio in casa solo perchè dopo sperimentazioni varie mi sono accorta che “il gioco non vale la candela”) che compro invece. Tengo in casa farina di grano duro ( ma non solo, anche di farro o di segale) epasta madreper poterpanificare generalmente una volta la settimana, igranuli di kefir d’acquaper aver a disposizione questa meravigliosa bevanda che arriva dai popoli del caucaso,kombuchaed uno starter di yogurt (di soia) per farmi lo yogurt di soia a partire da soia gialla secca e acqua. E poi spezie come
  • cannella
  • chiodi di garofano
  • curcuma
  • cumino
  • semi di coriandolo
  • peperoncino;
e poizenzero fresco, alghe come kombu (essenziali per la cottura di legumi e cereali) e nori (perchè adoro il sushi…naturalmente in versione veg). Quindi semi come
  • mandorle
  • noci
  • pistacchi
  • nocciole
  • sesamo (con il quale si realizza facilmente in casa ilgomasiocon l’uso di semi di sesamo tostati e sale marino integrale)
  • zucca
  • girasole
  • lino (che utilizzo anche per realizzare l’uovo vegetale);
  • uvette e prugne essiccate
  • ed infine prugne umeboshi e tamari
  • olio extravergine d’oliva, olio di canapa e di lino
  • aceto di mele
  • tè verde, caffè d’orzo (ma… lo confesso bevo anche il caffè quindi anche caffè biologico proveniente dal mercato equoe e solidale)
  • sciroppo d’agave (ionon uso lo zucchero!)
  • lievito in scaglie
  • tahin
  • fiocchi d’avena e crusca
  • pasta di miso
  • marmellata (di solito della mia mamma o della mia nonna, quindi fatta in casa e anchequella di fagioli azuki)
  • cacao amaro e cioccolato fondente.
Queste sono essenzialmente le “cose strane” che un “chi mangia strano” come me consuma quotidianamente. Con il tempo infatti da semplice esclusione di cibi animali la dieta (ossia lo stile alimentare quotidiano…e non dieta dimagrante!) si è rivolta sempre di più ad unacucina semplice e fortemente influenzata dalla tradizione e dalla macrobiotica.

La cottura nella cucina naturale e vegana

Legumi e cereali vengono cucinati inpentola a pressionecon il metodo ad immersione, le verdure a vapore sempre in pentola a pressione o dove è possibile (e se mi va) crude. Infine amo icrauti fatti in casae per farli uso un attrezzino fatto come una piccola pressa un tantino costoso ma molto utile (e che si compra una sola volta nella vita) e del sale integrale marino. A volte essicco verdura e frutta, fiori o erbe per conservarle grazie al mioessiccatore fatto in casa. Di stagione in stagione qualcosa cambia ma per partire basta poco.

Il menù tipo: vegan e cruelty free

Il pasto tipo è fatto da:
  1. verdure crude
  2. verdure cotte
  3. legumi
  4. cereali.
Mi piace pranzare e cenare accompagnandomi con tè verde ma anche con acqua (praticamente quasi mai bevo succhi pronti o bibite ad esclusione di un bicchiere di vino di tanto in tanto, del sidro di mele fatto in casa e d’inverno delle spremute di agrumi fatte al momento). La colazione prevede frutta, tè verde, yogurt con avena, uvette e marmellata o anche pane di pasta madre con marmellata. Gli spuntini sono frutta o verdura cruda e yogurt vegetale. Il vegan in cucina – Macrobiotica – Germogli • Photo credit Carmela Kia Giambrone Il post cena per la serie “mmm ho vogli di qualcosa ma non so di cosa” di solito viene placato da pop corn fatti con una macchinetta simpatica che cuoce ad aria calda o cioccolata (fatta soltanto con cacao amaro, acqua bollente e sciroppo d’agave). Insomma il mio esser strana alla fine si riduce tutto a questo almeno in fatto di alimentazione.

Libri utili di cucina vegana e naturale

Alcuni testi che negli anni ho trovato utili e “di base” sono stati
  • “Il Vegan in cucina” di Stefano Momentè
  • “Macrobiotica” di Michio kushi
  • “l’orto dei germogli” di Grazia Cacciola
Qualcuno invece che ritengo sia davvero utile ascoltare è ilDott.Franco BerrinoPiù spicciola di così non riuscivo… spero di esservi utile a voi soprattutto neo-veg.
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Carmela Kia Giambrone

Giornalista, consulente alla sostenibilità e alla comunicazione digitale

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