Vita a impatto zero? forse, ma iniziamo con l’impatto minimo

In principio fù Leo Hickman poi arrivò Al Gore quindi Colin Beavan: cosa hanno in comune tutte queste persone? semplice, passare un messaggio forte e chiaro: non c’è più tempo, bisogna agire e non demandare ad altri.

Alcuni di noi hanno sempre avuto una sensibilità e una coscienza ambientale anche prima che il boom eco-green diventasse cool ma io sono dell’idea che per raggiungere uno scopo tanto importante non è bene soffermarsi troppo sui dettagli.

Dal 2007 ho iniziato a capire chiaramente che per aiutare il Pianeta che ci ospita bisogna che ognuno di noi ripensi alle scelte che tutti i giorni compiamo: : provarci è un’imperativo.

Si può partire dalle famose 3R: RIDURRE RICICLARE E RIUTILIZZARE e piano piano si può così capire con estrema facilità che lo sforzo non è inumano e che pensare all’ambiente oltre che a noi stessi non è poi così complicato.

Sono giunta alla considerazione che in fondo i consigli che ci davano i nostri nonni erano davvero i migliori: sensati ed attinenti alla realtà e così, senza nemmeno accorgersene, una volta che il rispetto e la consapevolezza sono entrati nella nostra vita non è possibile farli più uscire.

Io l’ho chiamato “l’inizio della mia via per la consapevolezza” ed il mio primo passo è stato comprendere che dietro ad ogni scelta c’è una conseguenza  che sempre ricade sull’ambiente.

La mia lista per migliorare me stessa ed il rapporto con l’ambiente in breve? eccola qua, gettata d’impulso:

passare al biologico
-passare da vegetariana a vegan (e da onnivoro a vegetariano perché ridurre la carne significa ridurre CO2 quindi chi mangia carne non può certo dirsi attento all’ambiente)
RICICLARE
-abolire (ma poi capii che ridurre è più verosimile) l’auto usando di più i mezzi pubblici, la bicicletta e le gambe
risparmiare l’acqua, l’energia, le risorse
-comprare il meno possibile e barattare
usare borse riutilizzabili in stoffa e non in plastica ( o le furoshiki hand made!)

Poi scoprii che era possibile conteggiare il proprio impatto in termini di emissioni di CO2 e allora calcolai la mia impronta per sapere da che punto stavo partendo.

Proseguendo su questo cammino lastricato di tantissime buone intenzioni ma altrettante difficoltà mi scoprii una fantastica detentrice di pollice verde iniziando così la coltivazione di un orto su balcone grazie al piccolo magnifico libricino “Il balcone dell’indipendenza” e “L’orto sul balcone” anche alle spiegazioni su talee, margotte, innesti, grazie a persone molto più sagge di me.

La scoperta dell’irrigazione goccia a goccia poi mi aprii un mondo in quanto da sempre la forma di irrigazione che in assoluto permette un risparmio idrico maggiore ed in ultimo l’autocostruzione della mia fantastica compostiera autosufficiente da balcone che mi permise, da subito, di avere compost maturo e di ottima qualità tutto l’anno partendo dai rifiuti di cucina (l’apoteosi delle 3 R).

Andando avanti di questo passo continuai a riflettere circa il modo per poter ridurre la mia impronta e arrivarono così i miei spunti di eco-riduzione : dalla coltivazione in balcone alla cucina, l’ autoproduzione mi hanno portato ad autoprodurmi (ma soprattutto inizialmente sperimentare) moltissimi alimenti.

Ecco una lista per nulla esaustiva:

-i germogli
-il seitan
-lo yogurt di soia
-il latte vegetale ed il tofù
-la pasta madre utile per pane, pizze, focacce ma anche dolci
-i crauti
-un essicatore (per essicare frutta e semi)

Di lì a poco tutto questo si ripercuoteva anche sui viaggi, ai metodi di viaggio, alle scelte delle mete ed infine quindi anche sulla valigia per il viaggio.

A casa invece la mia riduzione ed autoproduzione mi  portò velocemente all’autoproduzione del beauty-case perfetto:

-autoproduzione di colore per capelli: hennè ed indigo
-autoproduzione di un oleolito profumato per il corpo
-autoproduzione di gel per capelli ai semi di lino
-autoproduzione del burrocacao
-autoproduzione del dentifricio
-autoproduzione del deodorante
-all’ autoproduzione del sapone 

Poi iniziai l’uso della mooncup e del mineral make up e così mi si aprì un mondo completamente nuovo.

Queste in breve sono le mie esperienze iniziate nel 2007 ma poco importa se i vostri intenti risalgono a vecchia data oppure sono recenti…il punto è provarci tutti i giorni!

…La mia vita passa per…

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8 Responses to Vita a impatto zero? forse, ma iniziamo con l’impatto minimo

  1. Kia, sei troppo avanti!! 🙂
    Piano piano finirà che mi leggerò tutto il tuo blog. Ci vorrebbe un computer portatile con wi-fi, però non li ho e allora vado come la tua lumachina, lenta lenta e mi leggo un post alla volta…
    Comunque è così vero quel che dici… basta solo cominciare… il resto vien da sé! 😉

  2. Sei fantastica!
    Questo post è la mia Bibbia!
    Devo ri-leggermi tutto, una cosa per volta, e mettere in pratica!

    La mia strada ecologica è fatta di alti e bassi. La pigrizia e la gola spesso mi vincono.

    Ma questo post mi sta dando una carica impressionante!
    Oltre all’orto di questi giorni che insieme alla stanchezza mi porta una grande soddisfazione!

  3. Kia sei fantastica…bellissimo leggere questo tuo post pieno di forza e di stimoli….ti abbraccio
    p.s. consiglieresti ancora quella macchina per il latte vegetale?? io produrrei soprattutto quello di riso….
    un bacione

  4. @Danda la mia nonna mi diceva sempre “chi va’ piano va’ sano e va’ lontano!” e poi se no che gusto c’è!sì è verissimo comunque, una volta iniziato non ci si ferma più!^__^un bacione
    @Alchemilla ohhh la Bibbia?!!esagerata!è uno di quei post ben benino ripieni…certo questo è quasi un sunto di 4 anni di blog ma sempre un sunto è!^___^ comunque felice che ti sia di ispirazione!^__^ un abbraccio!
    @Lo ^__^ grazie anche a te Lo!Assolutamente sì ce l’ho da 4 anni e non mi ha dato nessun problema!La adoro!A me il latte di soia piace parecchio mentre quello di riso e d’avena non fanno proprio al caso mio!:(…un abbraccione!

    Per tutte e tre: ci sarete al veganfest? DAI che così ci si incontra!^__^

  5. punto di riferimento!!!!
    in famiglia noi stiamo ancora ad “impatto4” :)))

    http://www.stefanolacara.com/p/impatto4.html

  6. Un bignamino niente male ^-^ e carica che mi hai datooo!!!
    e ora che sono in part-time mi hai dato ancora più spunti per autoproduzioniii (a dir il vero ho già iniziato, e sai che soddisfazione la sera, anche la mente superstressata mi ringrazia)
    Ci vediamo al Vegan Fest!!
    baci E.

  7. fai molto bene volere è potere, complimenti per il blog

  8. @StefanoSTRONG ^__^ “4 is megl che 5”!^___^ visto visto ma son certa che la riduzione è vicina!continuate così^___^
    @ElenaSole ^___^ felice d’esser stata un tonico allora! Che bello allora ci vediamo al Veganfest!
    @Carmine Volpe ^__^ grazie mille, concordo, basta volerlo!a presto allora!

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